Cospito, social 'votano' sì a 41 bis e no a visita parlamentari

Adnkronos INTERNO

Gli utenti dei social si esprimono in maniera molto compatta contro il mondo anarchico e le azioni violente di questi ultimi giorni Gli utenti dei social si esprimono in maniera molto compatta contro il mondo anarchico e le azioni violente di questi ultimi giorni, con un sentiment negativo dell'82,7%. E' quanto emerge da una ricerca (guarda i risultati) di SocialCom che, con l’ausilio della piattaforma Blogmeter, ha analizzato le conversazioni in rete degli ultimi giorni sul caso Alfredo Cospito. (Adnkronos)

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“Fuori Alfredo Cospito dal 41bis”, e poi la A inscritta in un cerchio, il simbolo degli anarchici: all’inizio era qualche scritta sparuta su muri di città, oggi è uno slogan, una richiesta politica espressa sempre più forte, con toni sempre più gravi. (LifeGate)

E tra l’altro, le polemiche tra loro due non sono affatto mancate qualche settimana fa, ma anzi…. Nicole ha detto di essere stata sincera, ma di non aver specificato a che tipo di durata stesse facendo riferimento (Tutto.TV)

Tanto a livello politico non si fa nulla e il parlamento non serve». «Bisogna cambiare la società. (Open)

Sono alcuni degli 85 detenuti al regime di 41 bis nel carcere sassarese di Bancali, lo stesso dove fino a tre giorni fa si trovava l’anarchico Alfredo Cospito, ora trasferito a Opera. I casalesi Michele e Vincenzo Zagaria, il romano Salvatore Casamonica, il palermitano Salvatore Madonia e lo spietato killer corleonese Leoluca Bagarella (L'Unione Sarda.it)

L'affermazione della capogruppo dem è un falso smentito dagli stessi tweet in cui l'ex ministro Andrea Orlando si è schierato per revocare il carcere duro all'anarchico. "Invochiamo la revoca in nome dello Stato di diritto, della Costituzione", il tweet dello stesso giorno del vicesegretario Provenzano (Il Fatto Quotidiano)

Non usa mezzi termini Sebastiano Ardita, magistrato antimafia, già direttore del Dap per 9 anni, mentre commentando a L'Espresso il caso Alfredo Cospito, l'anarchico trasferito al carcere di Opera a Milano per l'aggravarsi delle sue condizioni dopo più di cento giorni di sciopero della fame. (L'Espresso)