Coronavirus, Oms: «Il peggio deve ancora arrivare». Usa, tornano le chiusure

Coronavirus, Oms: «Il peggio deve ancora arrivare». Usa, tornano le chiusure
Il Messaggero Il Messaggero (Salute)

Il Brasile è il secondo Paese al mondo per numero di contagi e vittime dopo gli Stati Uniti.

Oms: «Il peggio deve ancora arrivare». «Il peggio deve ancora arrivare.

Finora sono guarite 95.407 persone, di cui 2.783 nelle ultime 24 ore.

La notizia riportata su altri giornali

Nei prossimi mesi avremo bisogno di ancora più resilienza, pazienza e generosità», ha detto ancora sottolineando che «a livello globale la pandemia sta crescendo». «Domani sono sei mesi da quando l’OMS ha ricevuto le prime notizie di focolai di polmonite dalla causa sconosciuta in Cina (Corriere del Ticino)

Manderemo un team la prossima settimana per prepararci per questo". Lo ha annunciato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante un briefing con la stampa a Ginevra (Adnkronos)

Il nostro messaggio non riguarda nessun Paese in particolare ma riguarda tutto il mondo», ha ribadito il direttore dell'Oms. Lo ha detto il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul Covid-19. (Ticinonline)

Dopo l'allarme lanciato venerdì scorso su una possibile ripresa della pandemia di coronavirus in autunno, l'Oms anche oggi fa previsioni negative. "Il peggio deve ancora arrivare - ha detto il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul Covid-19 - Mi dispiace dirlo ma con questo ambiente e in queste condizioni, noi temiamo il peggio. (la Repubblica)

La mappa in diretta, ecco come si sta diffondendo il coronavirus giorno per giorno in tutto il mondo. Secondo il direttore dell'Oms, «il virus ha ancora molta libertà di movimento, la questione cruciale che tutti i Paesi affronteranno nei prossimi mesi è come vivere con questo virus: questa è la nuova normalità». (La Stampa)

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro. (Il Fatto Quotidiano)

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