Bianchi segue il rito ambrosiano, forse…

Bianchi segue il rito ambrosiano, forse…
SettimanaNews INTERNO

Ci sarà spazio, se Bianchi andrà effettivamente a Cellole, per riflettere in maniera dovuta su quanto accaduto – come un pezzo della storia della Chiesa ancora giovane del dopo Vaticano II.

Ci sarà spazio per ritornare ad acquisire familiarità sul tema del carisma di fondazione che, inscritto nell’esperienza di fede di uno o di alcuni, non è mai di sua/loro proprietà.

di: Marcello Neri. Secondo un articolo pubblicato dal Corriere della Sera Enzo Bianchi sarebbe in procinto di lasciare Bose – come concordato da lui stesso con il visitatore nominato dalla Santa Sede e con la comunità. (SettimanaNews)

Ne parlano anche altri media

Qualche giorno prima, fratel Enzo aveva scritto in un tweet una frase neppure troppo sibillina, che lasciava capire come ormai ogni ponte fosse stato bruciato Il giorno seguente, con un comunicato anch’esso di inedita durezza, la «sua» Comunità prende atto «con profonda amarezza» del fatto che fratel Enzo non è ancora partito. (Corriere della Sera)

Quella scatenata dalle dimissioni di Enzo Bianchi non è la prima crisi nella storia di Bose. Nel caso di Bose, non è mai stato in dubbio che l’autorità competente per Enzo Bianchi fosse la Chiesa cattolica e il Papa. (Avvenire)

(Mica ha letto, da cattolico, in quelle antiche religioni una prefigurazione di ciò che sarebbe stato). Oppure, vale la pena ricordare quando, intervistato dal diversamente cristiano Gad Lerner, Bianchi dichiarò: «Gesù è nato uomo, completamente uomo. (Imola Oggi)

«Più rispetto per le decine di monaci che qui pregano e studiano»

Sono suggerimenti assai saggi, peccato che chi dal 2017 guida la comunità di Bose li abbia del tutto ignorati. Papa Francesco ha denunciato frequentemente questo pericolo nei suoi interventi sul tema della vita religiosa. (Farodiroma)

Un “pasticciaccio all’italiana” o ancora meglio “un pasticciaccio da sacrestia”. Volendo rispondere in maniera radicale, con toni analoghi, mi verrebbe da dire – afferma Larini – : ‘Se così è, muoia pure la vita monastica, e viva il Vangelo!’”. (Farodiroma)

Ci sono decine e decine di monache e monaci che nel silenzio e nella sofferenza tutti i giorni pregano, studiano, lavorano e continuano a ringraziare il Signore anche del dolore inspiegabilmente e oggettivamente inflitto anche a loro. (Avvenire)

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