Napoli, il prof no Green pass fa lezione all'aperto: "L'obbligo ricorda gerarchi nazisti"

Napoli, il prof no Green pass fa lezione all'aperto: L'obbligo ricorda gerarchi nazisti
La Repubblica INTERNO

Così da quando è cominciato il suo corso all'università Orientale, dove insegna Letteratura italiana, il professore Guido Cappelli offre ai ragazzi che in aula non possono entrare perché non sono vaccinati una sorta di risarcimento: lezioni all'aperto nella Galleria Principe di Napoli

La sua opposizione al Green Pass è nota da mesi, sin da quando, insieme ad altri colleghi docenti universitari, lanciò un appello contro l'obbligo di certificazione verde. (La Repubblica)

Ne parlano anche altre testate

"Gli studenti No Green Pass il meglio del Paese". Il professore Guido Maria Cappelli, dell'università Orientale di Napoli, ha tenuto la lezione all'aperto sotto la Galleria Principe di Napoli, contro l'uso del green pass nell'ateneo Università contro il Green Pass". (Fanpage.it)

Si tratta di un'iniziativa fruibile per tutti gli studenti, non solo per coloro che non hanno il green pass. Questo il commento del professore di letteratura italiana all'università “L'Orientale” di Napoli, Guido Cappelli. (ilmattino.it)

13 ottobre 2021 Link Embed. https://video.repubblica.it/edizione/napoli/napoli-il-prof-no-green-pass-fa-lezione-all-aperto-contro-vaccini-e-governo-l-obbligo-ricorda-gerarchi-nazisti/398575/399287 Copia (Repubblica TV)

Napoli, professore universitario fa lezione all’aperto contro il Green Pass: “ricorda i gerarchi nazisti”

Non è la prima volta che il prof Cappelli fa una lezione all’aperto. Il docente ha organizzato tutto un pacchetto di lezioni della sua cattedra in Galleria Principe a Napoli. (Open)

MeteoWeb. “Si parla di obbligatorietà, obbligatorietà. Per fame si può cedere all’obbligatorietà. (MeteoWeb)

13 Ottobre 2021 20:12. Lezione libera e all’aperto contro il Green Pass: professore universitario di Napoli cita un parallelismo con i gerarchi nazisti. “Si parla di obbligatorietà, obbligatorietà. Sono le parole pronunciate da Guido Cappelli, professore di Letteratura Italiana dell’Università Orientale di Napoli. (StrettoWeb)

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