Fine vita: Bioetica Gemelli, suicidio assistito non diventi servizio garantito

Fine vita: Bioetica Gemelli, suicidio assistito non diventi servizio garantito
LaPresse INTERNO

(LaPresse) – Quello del suicidio assistito, “spero non sarà un servizio garantito”, per cui bisognerà sempre trovare un medico “disposto a mettere in atto tale pratica” e che non invochi “l’obiezione di coscienza”.

Così a LaPresse, Antonio G. Spagnolo, direttore dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica di Roma, dopo il via libera dato dal comitato etico della Asl delle Marche al signor ‘Mario’, il tetraplegico che ha chiesto di porre fine alla sua vita

Roma, 23 nov. (LaPresse)

La notizia riportata su altri media

Suicidio assistito, cos'ha stabilito la Corte Costituzionale. In Italia il codice penale stabilisce che sono reati tanto l'eutanasia attiva (Omicidio del Consenziente, articolo 579), tanto l'"istigazione al suicidio o aiuto al suicidio" (art 580). (Quotidiano.net)

E’ quanto prevede una riformulazione presentata dai relatori alla proposta di legge in materia di morte volontaria medicalmente assistita Alfredo Bazoli (Pd) e Nicola Provenza (M5S).”Gli enti ospedalieri pubblici autorizzati – prevede il testo – sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’espletamento delle procedure previste dalla presente legge. (LaPresse)

Mario è il primo malato in Italia a ottenere il via libera al suicidio medicalmente assistito, dopo la sentenza "Cappato-Dj Fabo" emessa dalla Corte Costituzionale È Mario, nome di fantasia, il primo malato in Italia ad aver ottenuto il via libera al suicidio medicalmente assistito. (Corriere Adriatico)

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Annuncio dell'associazione Coscioni: riguarda un paziente marchigiano di 43 anni diventato tetraplegico dopo un grave incidente. Dopo aver smosso l’Azienda Sanitaria locale che si rifiutava di avviare l’iter, ora è stata la volta del Comitato Etico. (LaPresse)

Così a LaPresse, Antonio G. Spagnolo, direttore dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica di Roma. “Questa, tuttavia, è l’occasione per regolamentare la figura e il ruolo dei comitati etici territoriali che sono nati per disciplinare le sperimentazioni cliniche e che, in attesa dei decreti attuativi, si ritrovano oggi a doversi esprimere sulla pratica clinica come, in questo caso, sul suicidio assistito”, spiega (LaPresse)

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