Coronavirus ultime notizie. Studio Lancet: effetti neurologici in un terzo degli ex malati

Coronavirus ultime notizie. Studio Lancet: effetti neurologici in un terzo degli ex malati
Il Sole 24 ORE SALUTE

Lo ha detto Giovanni Sabatini, direttore generale dell'associazione, nel corso di un'audizione in commissione Finanze alla Camera parlando della disposizione che “impone alla banca di classificare il credito come deteriorato se viene accordata al debitore una ristrutturazione che per la banca stessa comporta una perdita, ancorché limitata, superiore all'1% del valore attuale netto del credito”.

“Su questa proposta - ha detto ancora Sabatini - insieme ad altre condivise con le associazioni imprenditoriali del settore non finanziario, Abi sta da tempo sollecitando un intervento a livello europeo”. (Il Sole 24 ORE)

Ne parlano anche altri giornali

L’incidenza degli esiti neurologici era inferiore: lo 0,6% ha avuto una emorragia cerebrale, il 2,1% l’ictus ischemico e lo 0,7% la demenza. Il 34% delle persone che si è ammalato di COVID-19 ha avuto, entro sei mesi dall’infezione, una condizione neurologica o psichiatrica. (Corriere del Ticino)

Il più grande studio in materia. Quello del Lancet Psychiatry è il più grande studio del genere. Naturalmente i sintomi sono più gravi in tutti quei pazienti che sono stati costretti al ricovero per Covid. (ilmessaggero.it)

Covid, una persona su tre ha sofferto di disturbi neurologici o psichiatrici

l 34% delle persone che si è ammalato di Covid-19 ha avuto, entro sei mesi dall'infezione, una condizione neurologica o psichiatrica. È emerso un rischio maggiore del 44% di diagnosi di salute neurologica e mentale dopo il Covid-19 rispetto all'influenza, e un rischio maggiore del 16% dopo il Covid-19 rispetto alle infezioni del tratto respiratorio (Ticinonline)

Le patologie neurologiche, come ictus e demenza sono state sì più rare, ma non tra coloro che avevano avuto una forma più grave della malattia. Sebbene questi ultimi siano molto più rari, sono significativi, specialmente in coloro che si sono ammalati di Covid-19 in modo grave» (Corriere della Sera)

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