Fipe, in 2020 pandemia affonda ristorazione

ilmessaggero.it ECONOMIA

Un calo sul quale pesa in particolare la performance di alberghi e ristoranti che, insieme, hanno fatto registrare una flessione, a prezzi costanti, di 43,8 miliardi, di cui oltre 30 sono da imputare alla sola ristorazione.

In un comunicato Fipe-Confcommercio rileva che il dato è stato certificato dall'Istat che oggi ha diffuso la stima aggiornata dei conti economici nazionali con i dati relativi anche ai consumi delle famiglie. (ilmessaggero.it)

La notizia riportata su altri giornali

La contestuale marcata diminuzione dei consumi privati (-11,0%), ha generato una crescita della propensione al risparmio delle famiglie al 15,6% dall’8,0% del 2019. Nel 2020 il rapporto deficit/Pil si è attestato dunque al 9,6%, contro il 9,5% stimato dal Def (Corriere della Sera)

Per il 2019 il livello del Pil risulta rivisto verso l’alto di 3.993 milioni di euro, aggiunge l’Istat. La terribile caduta del Pil nel 2020. (Money.it)

1 Minuto di Lettura. Mercoledì 22 Settembre 2021, 11:15. . . . (Teleborsa) - I dati forniti oggi dall'Istat e relativi ai Conti economici nazionali confermano per il Codacons come il 2020 sia stato un "anno nero" per le famiglie italiane, che sono uscite massacrate dalla pandemia subendo un tracollo delle proprie condizioni economiche. (ilmessaggero.it)

A trascinare la caduta del Pil è stata soprattutto la domanda interna, mentre la domanda estera e la variazione delle scorte hanno fornito contributi negativi molto più limitati. L’indebitamento netto è “in netto peggioramento” rispetto all’1,5% registrato nel 2019, “soprattutto a causa delle misure di sostegno introdotte per contrastare gli effetti della crisi” (Casteddu Online)

Tuttavia il peso del fisco è stato rivisto al ribasso di 0.3 punti percentuali (da 43,1 a 42,8) rispetto alla stima precedente Sulla base dei nuovi dati, nel 2019 il Pil in volume è cresciuto dello 0,4%, con una revisione al rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto alla stima di marzo. (AGI - Agenzia Italia)

(LaPresse) – Prosegue a luglio la dinamica congiunturale positiva del fatturato dell’industria, con l’indice destagionalizzato che segna un massimo storico, toccando il livello più elevato dall’inizio della serie storica (gennaio 2000). (LaPresse)

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