Fratel Enzo Bianchi si prepara a traslocare sotto il fuoco incrociato dei media e degli opinionisti cattolici. Un triste spettacolo

Fratel Enzo Bianchi si prepara a traslocare sotto il fuoco incrociato dei media e degli opinionisti cattolici. Un triste spettacolo
Farodiroma INTERNO

E altrettante volte Francesco è tornato anche sull’altro pericolo che attenta alla vita religiosa: il “terrorismo delle chiacchiere”, “un modo di allontanarsi dai fratelli e dalle sorelle della comunità”.

Papa Francesco ha denunciato frequentemente questo pericolo nei suoi interventi sul tema della vita religiosa.

Sono suggerimenti assai saggi, peccato che chi dal 2017 guida la comunità di Bose li abbia del tutto ignorati. (Farodiroma)

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C’è una questione ecclesiale: per una comunità ecclesiale, in una situazione di eccezione, ci sono diversi tipi e gradi di autorità in grado e chiamati a decidere. Nel caso di Bose, non è mai stato in dubbio che l’autorità competente per Enzo Bianchi fosse la Chiesa cattolica e il Papa. (Avvenire)

Come abbiamo notato, questo martirio subito da Bianchi si consuma nell’indifferenza dei media cattolici, che si ergono anzi a severi giudici del suo presunto comportamento disobbediente. Volendo rispondere in maniera radicale, con toni analoghi, mi verrebbe da dire – afferma Larini – : ‘Se così è, muoia pure la vita monastica, e viva il Vangelo!’”. (Farodiroma)

Ci sarà spazio, se Bianchi andrà effettivamente a Cellole, per riflettere in maniera dovuta su quanto accaduto – come un pezzo della storia della Chiesa ancora giovane del dopo Vaticano II. Ci sarà spazio per ritornare ad acquisire familiarità sul tema del carisma di fondazione che, inscritto nell’esperienza di fede di uno o di alcuni, non è mai di sua/loro proprietà. (SettimanaNews)

«Più rispetto per le decine di monaci che qui pregano e studiano»

Oppure, vale la pena ricordare quando, intervistato dal diversamente cristiano Gad Lerner, Bianchi dichiarò: «Gesù è nato uomo, completamente uomo. (Mica ha letto, da cattolico, in quelle antiche religioni una prefigurazione di ciò che sarebbe stato). (Imola Oggi)

Fratel Enzo Bianchi sta lasciando l’eremo nel quale ha trascorso gli ultimi mesi, a poche decine di metri dalla sua creatura, la comunità che aveva fondato nel 1963, eppure mai così lontano, sempre più lontano. (Corriere della Sera)

Ci sono decine e decine di monache e monaci che nel silenzio e nella sofferenza tutti i giorni pregano, studiano, lavorano e continuano a ringraziare il Signore anche del dolore inspiegabilmente e oggettivamente inflitto anche a loro. (Avvenire)

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