In Myanmar continuano le proteste, Facebook chiude la pagina dell’esercito

In Myanmar continuano le proteste, Facebook chiude la pagina dell’esercito
La Gazzetta di Mantova ESTERI

Ieri erano stati uccisi due manifestanti anti-golpe a Mandalay. Facebook ha chiuso la pagina dell'esercito birmano (conosciuto col nome ufficiale di Tatmadaw) per aver violato le regole della piattaforma, che proibiscono l'incitamento alla violenza.

Intanto, è emerso che polizia ha arrestato un famoso attore, Lu Min per il suo supporto alle proteste.

Sua moglie ha raccontato che gli agenti hanno fatto irruzione in casa e lo hanno portato via senza specificare dove

Il bando del social network è arrivato mentre nel Paese in rivolta Internet è bloccata da una settimana. (La Gazzetta di Mantova)

Su altre fonti

Sua moglie ha raccontato che gli agenti hanno fatto irruzione in casa e lo hanno portato via senza specificare dove Intanto, è emerso che polizia ha arrestato un famoso attore, Lu Min per il suo supporto alle proteste. (La Sentinella del Canavese)

I militari hanno inoltre chiuso una fondazione di attori che sostiene l'istruzione e raccoglie fondi per i bambini più poveri. ''Stiamo combattendo per la giustizia a Myanmar'', si legge sulla pagina Facebook degli hacker (Rai News)

E’ quanto apprende LaPresse (LaPresse) – Il Cdm ha nominato il generale Pietro Serino, attuale capo di Gabinetto del ministro Lorenzo Guerini, nuovo capo di Stato Maggiore dell’Esercito. (LaPresse)

Myanmar, attori nel mirino. La protesta in strada e online: hacker in azione

Il gruppo chiamato 'Myanmar Hackers' ha infatti interrotto l'accesso al sito della Banca centrale birmana, la pagina Web di propaganda militare True News Information Team e della televisione statale Mrtv, l'Autorità portuale, l'Amministrazione alimentare e farmaceutica. (la Repubblica)

Sempre oggi, sabato, migliaia di persone sono scesi per le strade di Yangon, la capitale economica, in omaggio alla prima vittima della repressione militare, la ventenne Mya Thwate Thwate Khaing, morta dopo essere stata colpita alla testa durante una protesta. (RSI.ch Informazione)

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