Tragedia a Gaza: sette operatori umanitari uccisi in un raid israeliano

Nella notte, un tragico errore ha portato alla morte di sette operatori umanitari a Dir al Balah, nei pressi di Gaza. L'incidente è avvenuto durante un raid israeliano contro un convoglio di aiuti della Ong World Center Kitchen.

Le vittime

Le vittime provenivano da diverse parti del mondo: Stati Uniti, Gran Bretagna, Polonia e Australia. Tra loro c'era l'australiana Lalzawmi Frankcom, conosciuta come Zomi, una figura vitale ed entusiasta della World Centrale Kitchen (Wck) a Gaza. Zomi aveva dedicato la sua vita ad aiutare le popolazioni in difficoltà in tutto il mondo, documentando il suo lavoro attraverso video che postava regolarmente in rete.

La responsabilità

Il primo ministro israeliano, Netanyahu, e i vertici militari hanno assunto pienamente la responsabilità dell'incidente, senza attendere i risultati dell'inchiesta del Ffam, l'organismo incaricato dall'esercito di far luce sull'accaduto. Questo tragico errore si aggiunge a una lunga serie di incidenti simili.

Le reazioni internazionali

La notizia ha scatenato la furia di Londra e Washington, mentre in Israele sono scoppiate manifestazioni contro Netanyahu con richieste di dimissioni. Anche l'Anp ha rinnovato la sua richiesta di adesione all'Onu.

Ricordando le vittime

La Bbc ha pubblicato i nomi delle vittime. Tra i sette operatori umanitari uccisi c'erano tre cittadini britannici: John Chapman, James Henderson e James Kirby. Le altre quattro vittime provenivano da Polonia, Australia, Canada e Stati Uniti. La loro perdita è un duro colpo per l'umanità e un monito sulla necessità di pace e sicurezza per tutti i lavoratori umanitari.

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