Il Myanmar torna in mano all'aristocrazia militare

Il Myanmar torna in mano all'aristocrazia militare
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La Voce ESTERI

Potrebbe piuttosto cominciare a comminare sanzioni economiche, non contro la popolazione ma congelando il denaro che i militari hanno depositato nelle banche estere per tenerli al sicuro

L’informazione è tra i primi diritti che vengono repressi.

Centrale è il ruolo della Cina che, a quanto pare, vede garantita la sudditanza economica dell’ex Birmania più grazie ai militari che alla democrazia.

Le notizie dal Myanmar arrivano con il contagocce. (La Voce)

La notizia riportata su altri giornali

In Myanmar, decine di migliaia di persone sono uscite in strada nelle principali città contro la giunta militare. Sin dalla mattina le principali arterie di Rangun, Naypyidaw, Mandalay e altre città sono state occupate dai manifestanti, che chiedono il ripristino della democrazia e il rilascio dei prigionieri politici. (IL GIORNO)

LEGGI ANCHE > > > Arresto di Pablo Hasél: attacco alla redazione del Periódico de Catalunya. Il colpo è partito da una mitragliatrice. Mya Thwate Thwate Khaing had done nothing to deserve to be killed at age 20 other than believe in democracy for Myanmar Durante le proteste contro il golpe, un colpo di arma da fuoco la accasciò a terra: Mya è la prima vittima della repressione. (Yeslife)

Questa è solamente l’ultima delle azioni intraprese da Menlo Park contro l’esercito in Myanmar iniziate nel 2018 con l’espulsione dal social network del capo dell’esercito, Min Aung Hlaing, e di altri 19 alti ufficiali. (Wired.it)

I golpisti della Birmania sparano: due manifestanti uccisi dai cecchini

Intanto, è emerso che polizia ha arrestato un famoso attore, Lu Min per il suo supporto alle proteste. Ieri erano stati uccisi due manifestanti anti-golpe a Mandalay. Facebook ha chiuso la pagina dell'esercito birmano (conosciuto col nome ufficiale di Tatmadaw) per aver violato le regole della piattaforma, che proibiscono l'incitamento alla violenza. (Il Messaggero Veneto)

I manifestanti sono particolarmente numerosi a Rangoon (Yangon), la principale città del Paese, ma sono migliaia anche a Naypyidaw, la capitale, molti dei quali in motocicletta. Molti uffici pubblici e banche sono inoltre paralizzati dalla campagna di disobbedienza civile. (La Nuova Sardegna)

È il possibile segnale di una nuova fase, forse ancor più drammatica per un Paese appena uscito da mezzo secolo di dittatura Ma presto la situazione è degenerata quando la polizia e l’esercito hanno sparato lacrimogeni e decine di salve di proiettili di gomma. (Notizie - MSN Italia)

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