Reindustrializzazione della ex Bekaert, Comune e Regione esprimono soddisfazione

Reindustrializzazione della ex Bekaert, Comune e Regione esprimono soddisfazione
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Valdarnopost INTERNO

Ora tutti a lavoro per la reindustrializzazione di un sito grande e strategico per la Toscana e per creare nuova occupazione sul territorio”.

Particolare soddisfazione da parte del consigliere “per il fatto che l’azienda ha accolto la richiesta di procedere innanzitutto all’assunzione dei lavoratori ex Bekaert rimasti senza occupazione, attualmente 26, e di quelli che hanno un’occupazione ma a tempo determinato. (Valdarnopost)

La notizia riportata su altri giornali

L'azienda Bekaert salì gli onori delle cronache nel giugno 2018: annunciò la chiusura della fabbrica di Figline quando all''interno lavoravano 318 persone. "Abbiamo raccolto l'appello della Regione e delle parti sociali per riassumere il personale licenziato dalla Bekaert e ora senza impiego. (gonews)

La Bekaert annunciò la chiusura della fabbrica di Figline Valdarno nel giugno 2018, quando vi lavoravano 318 dipendenti: i tentativi di reindustrializzazione, durati circa tre anni, sono andati a vuoto. (QuiAntella.it)

“Il progetto – spiega la Cisl – prevede la riconversione e lo sviluppo del sito di Figline con l’espansione del settore di produzione dell’idrogeno e della sostenibilità ambientale. (Valdarnopost)

Progetto ex Bekaert, Calosi (Fiom Cgil): “Bene la possibilità di riconversione, ma si riattivi un bacino di 318 posti di lavoro”

Siamo ancora ben lontani dal poter dire di avere in mano una soluzione definitiva, serve prudenza e impegno Il nostro assillo è dare una nuova vita industriale all’area ex Bekaert e creare nuove opportunità di lavoro”. (Valdarnopost)

“La UILM si augura ovviamente che questo sia un primo passo per la ricostituzione di quei posti di lavoro cancellati dalla multinazionale Bekaert e che hanno lasciato sul territorio una ferita sociale ancora drammaticamente presente. (Valdarnopost)

Per quanto ci riguarda abbiamo ribadito la necessità di sanare la ferita della perdita di 318 posti di lavoro nel territorio del Valdarno fiorentino per la scellerata decisione di Bekaert nel giugno 2018. (Valdarnopost)

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