Booking accusata di evasione fiscale in Italia per 700 milioni di euro

Booking accusata di evasione fiscale in Italia per 700 milioni di euro
Per saperne di più:
L'Arena INTERNO

L’inchiesta è partita nel 2018 da una serie di accertamenti fiscali su gestori di Bed&Breakfast in particolare della zona del Levante ligure.

È invece emerso come la stessa non abbia nominato un proprio rappresentante fiscale, nè si sia identificata in Italia e quindi non abbia presentato la relativa dichiarazione «pervenendo così alla totale evasione dell’imposta, che non è stata assolta nè in Italia nè in Olanda»

Il sito di prenotazioni Booking. (L'Arena)

Ne parlano anche altri giornali

Un vorticoso giro di fatture false preordinato a consentire a una nota società di Artena un'ingente evasione fiscale è stato scoperto dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma. (latinaoggi.eu)

“reverse charge” anche nei casi in cui la struttura ricettiva era priva della relativa partita, con la conseguenza che l’imposta non veniva dichiarata né versata in Italia. (Primocanale)

Il 61% dei turisti, ad esempio, è arrivato a Roma utilizzando internet (quindi le OTA) e solo il 25% le classiche agenzie di viaggio. La prima disfatta è che questo incontro tra domanda e offerta di pacchetti o prenotazioni ha visto tagliati fuori tutti i siti turistici italiani, che di fatto non permettono l’acquisto diretto di camere d’albergo o servizi turistici nelle varie città. (L'AntiDiplomatico)

Genova, maxi operazione della Guardia di Finanza: scoperta evasione di oltre 150 milioni

Secondo gli investigatori, coordinati dal sostituto Giancarlo Vona e dall'aggiunto Francesco Pinto, Booking avrebbe guadagnato dal 2013 al 2019 circa 700 milioni di euro su oltre 800 mila transazioni. Il sito di prenotazioni Booking. (La Stampa)

Dall'esame dei documenti fiscali, ha dichiarato la Guardia di Finanza, "è emerso come la società olandese era solita emettere fatture senza IVA applicando il meccanismo del c. Secondo gli investigatori, coordinati dal sostituto Giancarlo Vona e dall'aggiunto Francesco Pinto, il sito di prenotazioni avrebbe guadagnato dal 2013 al 2019 circa 700 milioni di euro su oltre 800 mila transazioni. (ilmessaggero.it)

E’ invece emerso come la stessa non abbia nominato un proprio rappresentante fiscale, né si sia identificata in Italia e quindi presentato la relativa dichiarazione, pervenendo così alla totale evasione dell’imposta, che non è stata assolta né in Italia né in Olanda configurando, di conseguenza, il reato di omessa dichiarazione, di cui all’art (Telenord)

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr