Omicidio Vannini, le motivazioni della Cassazione: «La condotta di Ciontoli fu spietata»

Omicidio Vannini, le motivazioni della Cassazione: «La condotta di Ciontoli fu spietata»
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Si adoperò per “cancellare le tracce di sangue, a lavare il bagno, spostando dal luogo del ferimento Vannini, nonché a rivestirlo con indumenti non suoi»

Per i giudici, inoltre, Ciontoli «omise prima, e per un tempo apprezzabile, di chiamare i soccorsi.

I giudici si concentrano sul comportamento del capofamiglia: Antonio Ciontoli, militare di Marina e successivamente ai Servizi segreti come distaccato, era il «detentore di armi da fuoco e autore dello sparo». (Open)

La notizia riportata su altri media

Secondo i giudici della Cassazione l’uomo fu spietato contro il ventenne Marco Vannini. Rese definitive anche le condanne dei figli e della moglie di Antonio Ciontoli: tutti condannati a 9 anni e 4 mesi con l’accusa di concorso anomalo in omicidio volontario. (Leggilo.org)

La famiglia Ciontoli scelse di non far nulla per evitare la morte di Marco Vannini, anzi l'unico loro interesse era quello di fare in modo di non pagare le conseguenze del loro gesto. I supremi giudici, rigettando i ricorsi degli imputati, avevano reso definitive la condanna a 9 anni e 4 mesi inflitta lo scorso settembre, al processo d'appello bis, ai due figli di Ciontoli , Martina e Federico e alla moglie Maria Pezzillo, per concorso anomalo in omicidio volontario. (leggo.it)

Prima con la famiglia, che ha così evitato ogni comportamento per salvare Marco Vannini, poi anche in ospedale, pretendendo di parlare con il medico di turno. Persino quanto Antonio Ciontoli raccontò ai soccorritori che Marco si era bucato con un pettine non dissero nulla. (Fanpage.it)

Omicidio Vannini: per la Cassazione Ciontoli "spietato" nascose l'accaduto

Insomma "lo stato di soggezione nel quale versavano i familiari si desume da molteplici circostanze: tutti gli imputati, dopo aver compreso l'accaduto, omisero di attivarsi per aiutare effettivamente Marco" Le motivazioni della sentenza del 3 maggio scorso Omicidio Vannini, Cassazione: "Condotta Antonio Ciontoli fu spietata, minimizzò accaduto" "Tutti si preoccuparono subito della presenza del proiettile ancora nel corpo di Vannini, tutti ebbero immediata cognizione di tale circostanza e tuttavia nessuno si attivò per allertare tempestivamente i soccorsi" scrivono gli Ermellini. (Rai News)

Secondo la difesa, Menniti «ancorché sindaco e come tale datore di lavoro non era affatto a conoscenza dell’ordine di servizio affisso nella casa comunale, il quale elencava le attività lavorative da svolgere con conseguenti nomi dei lavoratori adibiti alle stesse, firmato dall’allora Responsabile dell’ufficio dei servizi del Personale, il signor Giuseppe Mastroianni. (Corriere della Calabria)

Ma Antonio Ciontoli, l'uomo che fece fuoco, e il resto della famiglia (i due figli e la moglie Maria Pezzillo), presente in casa, non fecero nulla per allertare i soccorsi. (AGI - Agenzia Italia)

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