Università, delirio violento e minacce: vi pare normale?

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È difficile dire se sia peggiore il pensiero in sé o le parole usate per esprimerlo. Sta di fatto che, con una prima chiassata nella giornata di ieri, i “giovani palestinesi” coccolati e vezzeggiati dalla sinistra italiana hanno preannunciato, per il 15 maggio prossimo, nientemeno che una «Intifada delle università». Non sappiamo se voleranno pietre (o peggio): intanto i pargoli ci rendono noto che si accamperanno nei cortili degli atenei. (Liberoquotidiano.it)

Se ne è parlato anche su altri media

I Giovani Palestinesi e gli studenti filo-palestinesi hanno occupato Piazza Scaravilli, davanti al rettorato dell'Università di Bologna, piantandovi delle tende. "Che cessi il genocidio" nella Striscia di Gaza, ha chiesto uno degli organizzatori, riferendosi all'operazione militare israeliana che finora ha fatto oltre 30mila vittime palestinesi. (La Stampa)

Sono molti i casi di cui sono stato testimone, e di cui ho letto, in cui la polizia sgombera le università dagli studenti in protesta. Gli agenti arrivano per ordine delle autorità scontente delle oasi di libertà create dagli studenti. (il manifesto)

Prosegue la protesta pro Palestina portata avanti da molti studenti universitari in Italia e nel mondo. A Bologna il gruppo dei ‘Giovani Palestinesi‘ del capoluogo emiliano ha organizzato un presidio in piazza Scaravilli. (LAPRESSE)

Ma le tattiche politiche alla base di alcune manifestazioni sono state il risultato di mesi di formazione, pianificazione e incoraggiamento da parte di attivisti di lunga data e gruppi di sinistra". A rivelare il retroscena sulle occupazioni anti Israele ormai diffuse in gran parte delle università Usa è il Wall Street Journal, che spiega come "attivisti esterni" al mondo studentesco avrebbero di fatto "addestrato" e preparato i giovani universitari a infiammare i campus della nazione. (Adnkronos)

Link Embed I Giovani palestinesi hanno occupato, come annunciato, piazza Scaravilli in zona universitaria a Bologna per lanciare la "studentifada" in solidarietà col popolo palestinese. Al lavoro almeno un centinaio di ragazzi, clima rilassato e festoso, in musica, una ventina le tende sistemate (Repubblica TV)

Un totem si aggira in Occidente: le proteste universitarie sono valide e giuste a prescindere e dunque non contestabili. Al massimo, si può discutere sulla violenza, ma solo se distruttiva verso le persone; le cose sia pubbliche che private possono essere devastate e sicuramente il diritto alle lezioni, allo studio e alle sedute di laurea non può valere a fermare un’occupazione. (ilGiornale.it)