Ecco perché la mascherina riduce il rischio di contagio, la ricerca dell’Università di Padova

Ecco perché la mascherina riduce il rischio di contagio, la ricerca dell’Università di Padova
Il Mattino di Padova INTERNO

Pubblicato sul «Journal of the Royal Society Interface» lo studio del team internazionale di ricerca dell’Università di Padova, Udine, Vienna e Chalmers: si può quantificare il rischio di contagio in funzione della distanza interpersonale temperatura, umidità e tipo di evento respiratorio considerato.

Le goccioline in sospensione si possono depositare sulle superfici che diventano quindi il terreno di contagio una volta toccate dall’individuo sano. (Il Mattino di Padova)

La notizia riportata su altri media

Ambiente, carica virale ed “evento respiratorio”. Dai valori emersi si capisce che non esiste una distanza di sicurezza “universale”, in quanto essa dipende dalle condizioni ambientali, dalla carica virale e dal tipo di evento respiratorio (Ticinonews.ch)

Il nuovo calcolo «Senza mascherina le goccioline infette emesse quando si parla possono raggiungere la distanza di poco più d’un metro, mentre starnutendo arrivano fino a 7 metri in condizioni di elevata umidità — conferma il professor Picano —. (Corriere della Sera)

Veneto, 14 gennaio 2022 - L'utilizzo della mascherina chirurgica, e ancora di più della Ffp2, dimostra essere "un eccellente strumento di protezione, abbattendo il rischio di contagio che diventa trascurabile già a brevi distanze (circa 1 metro), indipendentemente dalle condizioni ambientali o dall'evento respiratorio considerato". (il Resto del Carlino)

La ricerca: con la Ffp2 il rischio contagio a un metro è trascurabile

Ad indicarlo sono i risultati ottenuti dal gruppo di ricerca di Francesco Picano, del dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, pubblicati sul Journal of the Royal Society Interface. (L'HuffPost)

La puntuale revisione di queste modalità di profilassi è fondamentale per contenere la diffusione di questa e altre future pandemie simili. Nel tempo la comunità scientifica ha approfondito nuovamente la caratterizzazione degli spray respiratori, le distanze raggiunte dalle goccioline salivari e l’efficacia del distanziamento (PadovaOggi)

La mascherina chirurgica dà invece una protezione misurabile e una ancora maggiore si ha utilizzando la Ffp2. Dall’applicazione del modello per la stima del rischio di contagio si capisce che non esiste una distanza di sicurezza “universale” in quanto essa dipende dalle condizioni ambientali, dalla carica virale e dal tipo di evento respiratorio. (Livesicilia.it)

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