Stellantis, la crisi dei chip potrebbe ridurre la produzione in Italia

Tom's Hardware Italia ECONOMIA

Il sindacato FIM Cisl ribadisce, dunque, che con tali numeri si rischia di giungere ad una produzione annua complessiva inferiore alle 650 mila unità, con una perdita di circa 220 mila vetture.

Nello specifico i dati registrano un -17% nello stabilimento di Melfi e -37,2 % Sevel; dati del tutto negativi se pensiamo che questi siti contribuiscono particolarmente ai volumi di produzione della casa automobilistica. (Tom's Hardware Italia)

Ne parlano anche altri giornali

Il logo Stellantis è mostrato in questa illustrazione scattata il 3 maggio 2022. Per una lettura integrale del comunicato i clienti Reuters possono fare doppio click su:. (Francesca Piscioneri, editing Agnieszka Flak) (Investing.com Italia)

"La situazione dei chip non sta migliorando, il 2022 sarà tutto impattato da questa situazione e ci sarà una coda anche nel 2023" L'organizzazione sindacale spiega che Stellantis ha prodotto 351.890 veicoli nei primi sei mesi del 2022, con una flessione di quasi il 14% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. (Investing.com Italia)

Nei primi mesi del 2022 la produzione si è ridotta del 17% rispetto al 2021 (-19.216 unità). Ma ci sono due stabilimenti, in particolare, che hanno sofferto nella prima parte del 2022: Melfi, ove vengono assemblati i modelli Fiat 500x, Jeep Compass e Jeep Renegade; Atessa, capitale dei veicoli commerciali del gruppo multinazionale. (FormulaPassion.it)

“È come se uno dei grandi stabilimenti del gruppo si fermasse per un anno”, ha affermato, aggiungendo che la situazione della fornitura di chip non migliora quest’anno e influenzerà anche la produzione nel 2023. (ClubAlfa.it)

Il nuovo incarico di monsignor Baturi potrà consolidare la partecipazione della diocesi cagliaritana nel contesto del cammino della Chiesa italiana». Il Santo Padre Francesco lo ha designato a tale incarico nazionale confermandolo alla guida della Chiesa cagliaritana. (Sardegna Reporter)

«Per evitare ripercussioni negative, si è dovuti intervenire con vari strumenti, trasferte infra-gruppo, circa 250, e incentivazioni all’uscita su base esclusivamente volontaria che nell’ultimo anno ha coinvolto 830 lavoratori» evidenzia ancora il dossier della Fim Cisl. (La Gazzetta del Mezzogiorno)

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