Covid, in Italia 2.800 nuovi casi e 36 decessi: il bollettino di lunedì 13 settembre 2021

Covid, in Italia 2.800 nuovi casi e 36 decessi: il bollettino di lunedì 13 settembre 2021
BaraondaNews SALUTE

Sono invece 36 le vittime in un giorno, ieri erano state 34.

Covid, in Italia 2.800 nuovi casi e 36 decessi: il bollettino di lunedì 13 settembre 2021 –. Covid, in Italia 2.800 nuovi casi e 36 decessi: il bollettino di lunedì 13 settembre 2021. Sono 2.800 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute.

Il calo dei casi così come del tracciamento è fisiologico e viene registrato ogni lunedì poiché nel weekend l’attività di screening e di accertamento di positivi è sempre ridotta

I tamponi effettuati sono stati 120.045, il tasso di positività è al 2,3%, in crescita rispetto all’1,7% di ieri. (BaraondaNews)

Su altre testate

Pericolo tossicità: cozze richiamate dal Ministero della Salute. Il Ministero della Salute richiama le cozze cotte alla tarantina con marchio Mareinsieme Idea commercializzate da Mancin Nadia Srl. In data 9 settembre sono state richiamate dal Ministero della Salute cozze di diverse marche. (Investire Oggi)

Si registrano 2.800 nuovi contagi in Italia, che porta il numero dei casi totali a 4.609.205: è quanto emerge dal bollettino di oggi 13 settembre, diramato dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità. (TgCal24.it)

Curva stabile in tutto il resto del Paese. ROMA. Sono 5.193 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. (La Nuova Sardegna)

Influenza, conto alla rovescia per vaccinazione

Chiarimenti in merito alla vaccinazione anti-COVID-19 in chi ha contratto un’infezione da SARS-CoV-2 successivamente alla somministrazione della prima dose di un vaccino con schedula vaccinale a due dosi. (Quotidiano Prevenzione)

I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.113, in lieve diminuzione. Gli ingressi giornalieri, secondo il bollettino del ministero della Salute, sono 36. (Il Sole 24 ORE)

I gruppi a rischio con la massima priorità sono gli operatori sanitari (compresi gli operatori sanitari ospedalieri e quelli delle strutture di assistenza a lungo termine come case di cura, strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali) e gli anziani. (Italia Sera)

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