AstraZeneca o Pfizer: quali sono le indicazioni seguite per la somministrazione dei vaccini

AstraZeneca o Pfizer: quali sono le indicazioni seguite per la somministrazione dei vaccini
CiaoComo ECONOMIA

Al link https://www.aifa.gov.it/farmacovigilanza-vaccini-covid-19 di AIFA sono disponibili le informazioni più rilevanti sulle attività di farmacovigilanza sui vaccini anti COVID-19, in particolare:

A queste categorie è appropriato offrire un vaccino amRNA (allo stato attuale i vaccini Comirnaty e Moderna).

In particolare, il terzo Report sulla farmacovigilanza sui vaccini di AIFA, presenta un quadro aggiornato delle reazioni segnalate ai diversi vaccini (comunicato stampa di AIFA consultabile sul sito). (CiaoComo)

Ne parlano anche altri giornali

Una circolare del ministero della Salute indica quali sono sono le categorie a rischio, “persone estremamente vulnerabili”, per le quali “viene raccomandato preferenzialmente l’utilizzo di vaccini anti-Covid a mRNA” (e quindi Pfizer e Moderna) e non il vaccino AstraZeneca. (Gazzetta del Sud)

A queste categorie è appropriato offrire un vaccino a. mRNA (allo stato attuale i vaccini Comirnaty e Moderna). I vaccini a mRNA sono altresì offerti a tutti i soggetti di età compresa tra 16 e 59 anni (per Comirnaty) e tra 18 e 59 anni (per Moderna). (ComoCity)

Sarà necessaria probabilmente una terza dose del vaccino Pfizer. E' il ceo della Pfizer, Albert Bourla, a delineare il quadro nelle dichiarazioni alla Cnbc. (ROMA on line)

Pfizer, Moderna o AstraZeneca? Quali sono i vaccini Covid suggeriti per le categorie “vulnerabili&rdquo

Pfizer finora veniva conservato a temperature di circa -70 gradi, ora sembra che possa resistere anche a -20 gradi. “In un mondo ideale in cui fossero disponibili Pfizer e Moderna per tutti – sottolinea a riguardo la professoressa Rubertalli – tutti sceglieremmo quelli. (Il Sussidiario.net)

E alla domanda sul “ritorno alla vita di prima”, spiega: “Vita di prima in autunno? “Uno scenario probabile è che ci sarà bisogno di una terza dose, più o meno tra 6 e 12 mesi dopo la seconda dose. (Oggi Scuola)

In gran parte, le tipologie di malattie prese in considerazione sono le stesse assunte per le persone estremamente vulnerabili, «ma il livello di gravità considerato è inferiore». Nel caso di minori estremamente vulnerabili e che non possono essere vaccinati «vanno vaccinati i relativi genitori, tutor o affidatari». (Gazzetta del Sud)

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