Catania: sgominata banda di pusher, una donna spacciava con il figlio in braccio

Catania: sgominata banda di pusher, una donna spacciava con il figlio in braccio
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La Repubblica INTERNO

Il fortino della droga nel cuore di San Cristoforo era posizionato nel dedalo di stradine in via Piombai.

A guardia della roccaforte della droga porte in ferro e cani da combattimento oltre alle vedette in giro continuo sugli scooter.

Nella piazza di spaccio vendeva la droga anche una donna con il figlioletto in braccio.

La nipote Vita Giuffrida invece assieme al compagno Antonino Bonaceto, aveva il compito di rifornire quotidianamente la piazza poco prima dell’apertura alle 17

Le immagini riprese con un cellulare finivano poi sui social per far capire che con i capi dell'organizzazione era meglio non sbagliare mai. (La Repubblica)

Ne parlano anche altri media

Undici degli odierni indagati sono risultati percettori o beneficiari del Reddito di Cittadinanza e pertanto verranno segnalati all’autorità competente per la conseguente sospensione del beneficio. (NewSicilia)

La piazza di spaccio (cocaina e crack) “fatturava” 10 mila euro al giorno. Così i carabinieri sono riusciti a riprendere, con telecamere nascoste, una donna spacciare mentre tiene il figlio piccolo in braccio. (lasiciliaweb | Notizie di Sicilia)

Sono alcune delle "immagini" date dai carabinieri di Catania sul "fortino della droga" a conduzione familiare realizzato nello storico rione San Cristoforo e scardinato da un’inchiesta della Dda etna. Undici di loro sono risultati percettori del Reddito di cittadinanza e la Procura li ha segnalati all’Inps perché venga loro sospeso. (Gazzetta del Sud - Edizione Sicilia)

Droga, blitz a Catania: 25 arresti. Mamma spacciava col figlio in braccio

L'indagine, coordinata dalla DDA etnea ha consentito di disarticolare un sodalizio criminale che gestiva una fiorente 'piazza di spacciò di cocaina e crack in Via Piombai (10.000 euro l'introito giornaliero), centro nevralgico dello storico quartiere catanese di San Cristoforo (ilmessaggero.it)

L’attività di spaccio avveniva principalmente all’interno del cortile comune alle abitazioni della famiglia del capo piazza, in cui si poteva accedere soltanto tramite due portoni blindati e che era costantemente sorvegliato da cani di grossa taglia oltre ad un avanzato sistema di videosorveglianza attivato per proteggere gli spacciatori dall’eventuale irruzione delle forze dell’ordine (La Sicilia)

Così i carabinieri sono riusciti a riprendere, con telecamere nascoste, una donna spacciare mentre tiene il figlio piccolo in braccio Tra le indagate ci sono anche la moglie e la cognata del boss, che, secondo l’accusa, gestivano i guadagni, occultando il denaro incassato, e affiancavano e talvolta sostituivano gli uomini della famiglia nel controllo e nell’organizzazione delle attività, non curandosi affatto, in alcuni frangenti, della presenza dei figlioletti in tenera età. (Corriere del Mezzogiorno)

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