Spazzacorrotti, la Consulta: "Illegittima l'applicazione retroattiva"

Spazzacorrotti, la Consulta: Illegittima l'applicazione retroattiva
Sky Tg24 Sky Tg24 (Interno)

Lo ha stabilito la Corte costituzionale dopo aver esaminato le censure di nove tribunali di sorveglianza che si erano rivolti alla Consulta esprimendo dubbi di costituzionalità sulla mancanza di una disposizione transitoria.

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È illegittima l'applicazione retroattiva della legge 'Spazzacorrotti'. Rimane tutto secondo gli accordi presi su tre forze di maggioranza su quattro" e "non c'è alcuna mediazione" ulteriore. (Today)

Lo ha stabilito la Corte costituzionale facendo in particolare riferimento al divieto di misure alternative e ai benefici penitenziari per chi è condannato per alcuni reati contro la Pubblica amministrazione. (Avvenire)

La Corte Costituzionale ​Incostituzionale spazzacorrotti su vecchi reati Illegittima applicazione retroattiva legge. Condividi. È illegittima l'applicazione retroattiva della legge Spazzacorrotti sul divieto di misure alternative e benefici penitenziari per chi è condannato per alcuni reati contro la Pubblica amministrazione. (Rai News)

Di "bocciatura del giustizialismo manettaro del M5S" parla il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Maria Stella Gelmini. Per Vittorio Manes, uno degli avvocati difensori delle parti, il pronunciamento della Consulta sarebbe stato "cruciale" proprio "per la tenuta dello Stato di diritto di fronte all'arbitrio punitivo dello Stato" . (ilGiornale.it)

Il Tribunale collegiale di Brindisi, presieduto da Francesco Cacucci, sulla scorta delle argomentazione avanzate dal legale, ha ritenuto sussistente la questione di costituzionalità rimettendo gli atti innanzi alla Corte Costituzionale. (BrindisiReport)

Secondo la Corte, infatti, “l’applicazione retroattiva di una disciplina che comporta una radicale trasformazione della natura della pena e della sua incidenza sulla libertà personale, rispetto a quella prevista al momento del reato, è incompatibile con il principio di legalità delle pene, sancito dall’articolo 25, secondo comma, della Costituzione“. (Il Riformista)

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