"Laggiù qualcuno mi ama", Martone gira un docufilm su Massimo Troisi

Laggiù qualcuno mi ama, Martone gira un docufilm su Massimo Troisi
Agenzia askanews CULTURA E SPETTACOLO

(askanews) – È in lavorazione “Laggiù qualcuno mi ama”, film documentario su Massimo Troisi, diretto da Mario Martone.

E molto speciale è per me lavorare alla sceneggiatura con Anna Pavignano, che di Massimo ha scritto tutti i film e la cui presenza al suo fianco indicava molto bene quanto Massimo fosse aperto, dialettico, avanti nella sua visione delle cose.

Mercoledì 22 giugno 2022 - 16:40. “Laggiù qualcuno mi ama”, Martone gira un docufilm su Massimo Troisi. (Agenzia askanews)

La notizia riportata su altre testate

Massimo è sempre rimasto vivo nell’immaginario collettivo, perché era una grande anima e un grande artista. Il film, prodotto da Indiana, è scritto dallo stesso Martone e da Anna Pavignano. (Lega Nerd)

Mario Martone e Anna Pavignano raccontano Massimo Troisi. Massimo nell’immaginario collettivo. “Massimo è sempre rimasto vivo nell’immaginario collettivo, perché era una grande anima e un grande artista. (Internapoli)

Lo dice Mario Martone di Massimo Troisi, che sarà al centro del suo documentario – attualmente in lavorazione – dal titolo Laggiù qualcuno mi ama. Facciamo questo film per riascoltarlo, rivederlo, stare con lui». (leggo.it)

Martone racconta Troisi: «È sempre rimasto vivo nell’immaginario di tutti»

Il regista aggiunge: «Massimo è sempre rimasto vivo nell’immaginario collettivo, perché era una grande anima e un grande artista. Massimo Troisi torna sul grande schermo. (ilmattino.it)

Ora è la volta di Massimo Troisi, cui il regista del "Matematico napoletano" e di "Nostalgia" si dedicherà realizzando un docufilm scritto insieme ad Anna Pavignano che fu storica sceneggiatrice e compagna di vita del comico de "La Smorfia". (Fanpage.it)

Il docu-film, prodotto da Indiana, proporrà documenti inediti e testimonianze di colleghi e amici del regista e attore scomparso nel giugno del ‘94 . «Massimo è sempre rimasto vivo nell’immaginario collettivo, perché era una grande anima e un grande artista. (Corriere del Mezzogiorno)

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