Omicidio Vannini, le motivazioni dei giudici: “Condotta di Ciontoli fu spietata

Omicidio Vannini, le motivazioni dei giudici: “Condotta di Ciontoli fu spietata
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Il Fatto Quotidiano INTERNO

Una convinzione, si legge, che “si evince dal contegno tenuto da tutti gli imputati anche dopo aver appreso della morte di Vannini”.

Ovvero sulla convinzione che “la preoccupazione della famiglia Ciontoli fosse incentrata esclusivamente sulle conseguenze dannose, derivanti dalla situazione che era venuta a crearsi”.

In merito a Ciontoli, la Cassazione scrive: “Appare del tutto irragionevole prospettare, come fa la difesa, che egli avesse in cuor suo sperato che Marco Vannini non sarebbe morto”. (Il Fatto Quotidiano)

La notizia riportata su altre testate

Le motivazioni della sentenza del 3 maggio scorso Omicidio Vannini, Cassazione: "Condotta Antonio Ciontoli fu spietata, minimizzò accaduto" "Tutti si preoccuparono subito della presenza del proiettile ancora nel corpo di Vannini, tutti ebbero immediata cognizione di tale circostanza e tuttavia nessuno si attivò per allertare tempestivamente i soccorsi" scrivono gli Ermellini. (Rai News)

E ancora, egli «si adoperò, con il fattivo aiuto dei suoi familiari, per cancellare le tracce della condotta: fece nascondere le armi, le cartucce e il bossolo del proiettile sparato». Per i giudici, inoltre, Ciontoli «omise prima, e per un tempo apprezzabile, di chiamare i soccorsi. (Corriere della Sera)

Antonio Ciontoli è accusato di aver fatto esplodere colposamente un colpo di pistola che ha ucciso poi Marco Vannini. Marco Vannini si poteva salvare peccato però che i soccorsi arrivarono 110 minuti dopo lo sparo del colpo. (DonnaPress)

Omicidio Vannini: per la Cassazione Ciontoli "spietato" nascose l'accaduto

Marco Vannini poteva essere salvato, ma Antonio Ciontoli e il resto della famiglia presente in casa non fecero nulla per allertare i soccorsi. Erika Stefani/ "Usano disabili per far passare il ddl Zan, è un riferimento forzato". (Il Sussidiario.net)

La Suprema corte afferma che gli imputati “accettarono” la morte di Vannini “all’esito di un infausto bilanciamento tra il bene della vita del giovane e l’obiettivo avuto di mira, ovvero evitare che emergesse la verità su quanto realmente accaduto” I giudici avevano ratificato anche la condanna a 9 anni e 4 mesi ai figli di Ciontoli , Martina e Federico e alla moglie Maria Pezzillo. (TerzoBinario.it)

Ma Antonio Ciontoli, l'uomo che fece fuoco, e il resto della famiglia (i due figli e la moglie Maria Pezzillo), presente in casa, non fecero nulla per allertare i soccorsi. (AGI - Agenzia Italia)

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