Caso Chico Forti, lo zio: «A questo punto siamo molto preoccupati»

Caso Chico Forti, lo zio: «A questo punto siamo molto preoccupati»
la VOCE del TRENTINO INTERNO

Quando Chico Forti rientrerà in Italia dovrà scontare una pena, come spiega la convenzione di Strasburgo, stabilita da una speciale commissione di Giudici italiani

«A questo punto siamo preoccupati perché i documenti non si sa bene dove siano – dichiara Gianni lo Zio di Chico Forti – vorremmo avere un punto di riferimento preciso con cui confrontarci e per sapere come evolve la cosa.

Lo spiega lo stesso Gianni Forti: «Chico per ora sta bene, ma ogni giorno che passa diventa sempre più pesante e doloroso». (la VOCE del TRENTINO)

La notizia riportata su altri media

Alessandro Dell'Orto 07 giugno 2021 a. a. a. Il documento che potrebbe finalmente sbloccare il ritorno in Italia di Chico Forti resta introvabile e, anzi, diventa un mistero, ma almeno ora il problema è evidente a tutti. (Liberoquotidiano.it)

"Adesso è tempo che si ponga fine a questo rimpallo di responsabilità - dice senza usare giri di parole - "Senza questi documenti, che avrebbero dovuto essere spediti da tempo, Chico non può rientrare in Italia - ribadisce adesso lo zio -. (Yahoo Notizie)

Poco prima di Natale dell’anno scorso, il ministero degli Esteri aveva annunciato che il trasferimento in Italia ormai era cosa fatta. Perché Chico Forti non è ancora tornato in Italia? (Today.it)

Caso Chico Forti, il ministero di Giustizia: «Finora nessuna carta dagli Usa per il trasferimento in Italia»

Da mesi nessuno ci dà più notizie" ha spiegato lo zio di Chico, Gianni, facendo l’ennesimo appello alle istituzioni italiane. È sempre stato un combattente, ma a tutto c'è un limite. (Fanpage.it)

Intanto dalle pagine del quotidiano Libero la mamma Maria, 93 anni, lancia un nuovo appello: “Non lo vedo dal 2008, ormai non mi resta molto tempo "Sei mesi di tempo tra l'annuncio del suo trasferimento e l'esecuzione ci sembravano più che sufficienti per superare gli eventuali ostacoli burocratici. (Alto Adige)

«Ad oggi gli Stati Uniti non hanno mai trasmesso all’Italia la documentazione prevista per il trasferimento di Enrico Forti, detenuto in un penitenziario della Florida. Il Ministero della Giustizia non ha quindi ricevuto alcun faldone, né documento utile all'estradizione del cittadino italiano, condannato per omicidio nel 2000». (Trentino)

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