Borsellino, il procuratore Lo Voi: "Dietro la strage di via D'Amelio menti esterne alla mafia"

Borsellino, il procuratore Lo Voi: Dietro la strage di via D'Amelio menti esterne alla mafia
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Gazzetta del Sud - Edizione Sicilia INTERNO

Sassoli: "La strage di via D’Amelio è una ferita ancora aperta". La strage di via D’Amelio è «una ferita ancora aperta» e uno dei fatti «più bui della nostra storia».

Il messaggio è stato diffuso durante la manifestazione organizzata dal centro studi intestato al magistrato e alla sorella Rita.

Menti esterne a Cosa nostra dietro la strage di via D’Amelio di cui il 19 luglio ricorre il 29esimo anniversario: ne parla il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi in una lunga intervista a La Repubblica. (Gazzetta del Sud - Edizione Sicilia)

Ne parlano anche altre fonti

Il lavoro nasce dal desiderio di raccontare l'esperienza dell'orrore della strage di via D'Amelio fuori dai riti formali e dalle narrazioni giornalistiche. Il boss castelvetranese è stato già condannato per le stragi del '92, ma potrebbero esserci altri personaggi del trapanese tra i mandanti di Via D'Amelio. (Tp24)

Il 19 luglio 1992, 29 anni fa, Paolo Borsellino magistrato siciliano venne ucciso dalla mafia nella strage di Via d’Amelio a Palermo. Ricordiamo l’attentato in cui perse la vita Paolo Borsellino con una ricostruzione dell’accaduto e soprattutto con alcune sue frasi celebri sulla lotta alla mafia. (ViaggiNews.com)

Il diario è ancora rimasto segreto, non l’ho mai aperto perché è come se violassi la sua intimità” La stanza di Emanuela Loi uccisa accanto a Borsellino: “Intatta com’era 29 anni fa” dalla nostra inviata Romina Marceca. (La Repubblica)

La strage di via D’Amelio: 29 anni fa l’attentato in cui morì Paolo Borsellino Videoscheda

Paolo Borsellino pagò con la vita la propria rettitudine e la coerenza di uomo delle Istituzioni”. “La memoria di quella strage, che ha segnato la storia repubblicana, suscita una immutata commozione, e rinnova la consapevolezza della necessità dell’impegno comune per sradicare le mafie, contrastare l’illegalità, e spezzare connivenze e complicità che favoriscono la presenza criminale”. (LaPresse)

Ieri Scarantino, oggi Avola – Ventinove anni dopo il massacro di via D’Amelio restano troppi interrogativi senza risposta. (Livesicilia.it)

La forza della detonazione distrugge decine di automobili parcheggiate davanti al palazzo della madre di Borsellino. Dopo il suo arrivo, una Fiat 126 rubata e posizionata nella via, contenente 90 chilogrammi di esplosivo, salta in aria. (Corriere TV)

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