Presunti favori ex Ilva: Potenza, arrestato Amara, obbligo dimora Capristo. In carcere anche un poliziotto

Presunti favori ex Ilva: Potenza, arrestato Amara, obbligo dimora Capristo. In carcere anche un poliziotto
La Gazzetta del Mezzogiorno INTERNO

Capristo è stato sottoposto a obbligo di dimora, carcere ad Amara.

In carcere è finito anche Filippo Paradiso, poliziotto e amico di Capristo, già comparso nell’indagine che nel maggio 2020 portò all’arresto dell’ex procuratore di Taranto.

L'indagine riguarda presunti favori chiesti e ottenuti da Capristo in collegamento con l'ex Ilva di Taranto.

La Procura di Potenza ha disposto numerose misure cautelari, tra carcere e domiciliari, collegate all'inchiesta che riguarda l'ex procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, e l'avvocato siciliano Pietro Amara. (La Gazzetta del Mezzogiorno)

Se ne è parlato anche su altri media

«Favori per gli amici» Amara e Paradiso sono in carcere, Capristo ha l’obbligo di dimora, un avvocato e un ex consulente dell’Ilva commissariata sono agli arresti domiciliari, tutti con l’accusa di corruzione in atti giudiziari. (Corriere della Sera)

Per l'ex capo della Procura ionica è stato disposto l'obbligo di dimora a Bari. I fatti contestati risalirebbero al periodo nel quale Capristo era procuratore a Taranto e riguarderebbero anche l'ex Ilva (Blunote)

Capristo inoltre avrebbe veduto la propria funzione giudiziaria, sia quando era procuratore di Trani che di Taranto, agli avvocati Piero Amara e Giacomo Ragno. In cambio l’ex procuratore avrebbe ottenuto l’interessamento di Amara e Paradiso (remunerato dall’avvocato Amara) per gli sviluppi della sua carriera. (Basilicata24)

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Piero Amara accusato di aver pilotato le sentenze anche per l'ex Ilva attraverso l'ex capo della Procura di Taranto. Ai domiciliari finisce Filippo Paradiso, il poliziotto che lavora al Viminale assieme al sottosegretario grillino Carlo Sibilia. (La Verità)

Nel ruolo dell'acquirente, insegna la cronaca degli ultimi anni, si trova spesso l'avvocato Piero Amara, legale siciliano condannato per corruzione in atti giudiziari, cuore dell'inchiesta di Perugia (e prima di Milano e in parte di Roma) sulla fantomatica loggia Ungheria, e da ieri in carcere su ordine del tribunale di Potenza: per il procuratore Francesco Curcio ha corrotto pm e pubblici ufficiali per far ottenere favori processuali ai suoi clienti (la Repubblica)

A brindare ci sono anche l’avvocato Piero Amara, il poliziotto e uomo di relazioni Filippo Paradiso, Nicola Nicoletti, consulente Eni poi diventato l’uomo di fiducia di Laghi nella struttura commissariale dell’Ilva. (Il Fatto Quotidiano)

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