In Cina il primo vaccino è dei militari

In Cina il primo vaccino è dei militari
Corriere del Ticino Corriere del Ticino (Esteri)

«Gli scienziati militari hanno avuto l’ordine di vincere la guerra globale per mettere a punto il vaccino», aveva non a caso titolato a marzo il South China Morning Post.

Il vaccino è stato sviluppato congiuntamente da CanSino e dal Beijing Institute of Biotechnology, parte dell’Accademia militare di scienze mediche.

Su altri media

Infatti la fase tre di una sperimentazione di carattere farmacologico o vaccinale è quella in cui si verifica «davvero» se il preparato funziona e si dimostra ben tollerato con test su un numero importante di persone. (Corriere della Sera)

E’ la prima volta che l’uso di un vaccino anti-Covid è stato autorizzato per l’uso sperimentale sull’esercito. Scrive Global Times, che riporta la notizia: “I risultati clinici complessivi indicano che Ad5-nCoV può prevenire le malattie causate da SARS-CoV-2. (L'HuffPost)

L'efficacia della prossima campagna di vaccinazione dipenderà dalla sua universalità", si legge ancora nel testo dell'appello.Tra i firmatari vi sono diciotto premi Nobel, tra cui Mikhail Gorbachev, Desmond Tutu, Shirin Ebadi, Lech Walesa, Tawakkol Karman e Malala Yousafzai. (Rai News)

Secondo quanto riferito dal South China Morning Post, CanSino avrebbe raggiunto un accordo con il governo canadese per condurre lì la terza fase di sperimentazione, ma i dettagli non sono stati rivelati. (Rai News)

Tra i firmatari per l’Italia Nicola Zingaretti, Romano Prodi e il tenore Andrea Bocelli. Dichiarare il vaccino per il Coronavirus bene comune universale, esente quindi dal diritto di brevetto. A rappresentare l’Italia ci sono il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, l’ex premier Romano Prodi e il tenore Andrea Bocelli. (Open)

Tra i firmatari numerosi personaggi celebri: diciotto premi Nobel tra cui Mikhail Gorbachev, Desmond Tutu, Shirin Ebadi, Lech Walesa, Tawakkol Karman e Malala Yousafzai. E poi ex capi di Stato e di Governo come Lula, Romano Prodi, Gordon Brown (Il Riformista)

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