Cosa sta succedendo tra Facebook, Google e l'Australia e perché Microsoft sta con gli editori

Cosa sta succedendo tra Facebook, Google e l'Australia e perché Microsoft sta con gli editori
DDay.it - Digital Day ESTERI

Gli editori scelgono di condividere le loro storie su Facebook" ha scritto Campbell Brown, vicepresidente per l'area Global News Partnerships di Facebook

Al centro della disputa tra Facebook, Google e il governo australiano c'è una discussione che va avanti da molti anni e che ha coinvolto anche l'Europa.

Secondo la proposta di legge in discussione in Australia, società come Google e Facebook devono pagare gli editori per quei contenuti, che l'hanno spesso definita una "tassa sui link" (o "link tax", in inglese). (DDay.it - Digital Day)

La notizia riportata su altri giornali

La scorsa settimana, in un inedito braccio di ferro col governo, Facebook aveva bloccato sulla propria piattaforma la possibilità di leggere e condividere notizie tra gli utenti australiani, in risposta al previsto varo della nuova legge. (Il Giorno)

Infatti, i link alle notizie sono una piccola parte dell'esperienza che la maggior parte degli utenti vive su Facebook. Le piattaforme potranno negoziare direttamente con gli editori, ed essere esentate dal pagamento, se il governo riconoscerà il loro contributo all'industria editoriale. (La Stampa)

Il colosso del social ha deciso di ripristinare le pagine di notizie nel Paese dopo che il governo del premier Morrison ha approvato alcuni emendamenti al disegno di legge sulla condivisione delle notizie online. (LaPresse)

In Australia Google e Facebook pagheranno gli editori per le news

“Lo scopo della legge è quello di affrontare il potere di mercato che chiaramente Google e Facebook hanno In cambio dei cambiamenti al testo della legge, Facebook ha accettato di revocare il divieto agli australiani di accedere e condividere notizie sulla propria piattaforma. (LaPresse)

Sulla base degli emendamenti proposti, il governo australiano potrebbe anche essere in grado di prendere in mano gli accordi commerciali siglati con gli editori locali per stabilire se rispettano o meno il codice. (Milano Finanza)

La legge, afferma il governo australiano in una nota, assicura che gli editori "siano equamente remunerati per il contenuto che generano, aiutando a sostenere il giornalismo di interesse pubblico in Australia". (AGI - Agenzia Italia)

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr