Covid e guerra, aumenta il divario tra Nord e Sud

Covid e guerra, aumenta il divario tra Nord e Sud
La Sicilia SALUTE

A evidenziarlo sono le Anticipazioni del Rapporto Svimez 2022 sull'economia e la società del Mezzogiorno.

fsc/gsl

Il Sud ha partecipato alla ripresa nazionale, che si è via via indebolita, ma le vicende internazionali hanno peggiorato radicalmente lo scenario.

Aumenta nel 2021 il divario tra Nord e Sud, con la pandemia, le conseguenze della guerra in Ucraina e i rischi di instabilità politica che vanno a sommarsi alle storiche fragilità strutturali del Meridione. (La Sicilia)

La notizia riportata su altri giornali

Divari “insopportabili” tra Nord e Sud sui diritti di cittadinanza, in particolare sulle infrastrutture scolastiche e il tempo scuola: a denunciarlo è SVIMEZ, l’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno, che sottolinea l’urgenza di dare continuità all’attuazione del Pnrr. (TeleRama News)

In tutto il Sud sono circa 650mila bambini, il 79% del totale nazionale: l'Isola ne conta 184mila, l'88% del suo target; seguita da Campania (200mila, corrispondenti al 87%), Calabria (60mila, 80%, e Puglia (100mila, 65%). (RagusaNews)

Le imprese del Mezzogiorno, spiega la Svimez, sono più esposte delle altre nel resto del Paese allo shock Ucraina e agli aumenti dei costi dell’energia. Pil in affanno e allarme Pnrr nel Mezzogiorno. (la Repubblica)

Allarme Svimez: «Centro come il Sud, sul Pil si allarga il divario con il Nord»

«Il sud ha urgente bisogno di investimenti pubblici e certamente il PNRR è la strada giusta. Un rapporto che certifica come lo shock economico dovuto prima alla pandemia e poi alla crisi ucraina abbia danneggiato soprattutto le Regioni del Mezzogiorno. (Il Quotidiano del Molse)

Non servono mancette senza visione e sena equità sociale, Presidente Bardi Tradotto significa che aumenta la povertà per chi lavora. (vulturenews.net)

Giovedì 4 Agosto 2022, 01:09. Un 2021 di forte rimbalzo per tutta l’economia italiana, che però è stato più rapido al Nord rispetto al Centro e al Mezzogiorno. Di conseguenza in questa parte del Paese si manifesterà - e si sta già manifestando - una più visibile gelata dei consumi (ilmessaggero.it)

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