Torino, la maestra vittima di revenge porn: “Soddisfatta dalla sentenza

Torino, la maestra vittima di revenge porn: “Soddisfatta dalla sentenza
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Il Fatto Quotidiano INTERNO

“È andata bene, diciamo, adesso vedremo come andrà, per ora sono contenta . Sono soddisfatta. Come persona non mi sento risarcita ma almeno ho la soddisfazione personale che la verità è venuta fuori dopo anni . Ancora non lavoro, il mio obiettivo ora è tornare a insegnare in un asilo. Non provo rancore, non sono io che devo perdonarli, mi alzo al mattino e ho la coscienza pulita. La storia è stata raccontata in modo meno forte rispetto a come l’ho vissuta realmente. (Il Fatto Quotidiano)

La notizia riportata su altre testate

“Quel che è fatto è fatto e il danno non si cancella. Ma almeno con questa sentenza è emersa la verità”, ha detto la vittima commentando le condanne pronunciate dal Tribunale di Torino. (ilFormat)

Il Tribunale di Torino ha emesso le condanne nel processo che vedeva una maestra d’asilo vittima di revenge porn. Mentre, sempre per l’accusa di violazione della privacy, è stata condannata una collega della maestra d’asilo a 8 mesi di reclusione. (UniversoMamma)

Lui le aveva condivise su una chat e gli scatti erano rimbalzati da un cellulare all’altro, tra gli amici degli amici, le colleghe, la dirigente scolastica. Il Tribunale ha poi inflitto otto mesi a un’ex collega della maestra, processata con rito abbreviato, che aveva fatto girare gli scatti intimi della ragazza. (La Stampa)

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“Siamo i lupi cattivi di una storia raccontata male”, conferma la direttrice dell’asilo prima di lasciare Palazzo di giustizia La poco più che ventenne maestra d’asilo non è riuscita a trattenere l’emozione quando il giudice Modestino Villani ha pronunciato la parola “condanna”. (L'HuffPost)

Ma è difficile perché quando chiedono referenze c’è sempre il marchio di questa storia» «Nulla è più come prima, non solo perché ho perso il lavoro, ma anche perché è stato difficile superare quella sensazione che ancora oggi ogni tanto provo di poter essere giudicata. (IlNapolista)

«Il danno non si cancella». L’insegnante si è costituita parte civile ottenendo anche un risarcimento e delle somme di denaro a titolo di provvisionale. «Quel che è fatto è fatto e il danno non si cancella. (Open)

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