Baby pusher e messaggi in codice: blitz antidroga a Torre Annunziata

Baby pusher e messaggi in codice: blitz antidroga a Torre Annunziata
ilGiornale.it INTERNO

Gli spacciatori, come ricostruito dai carabinieri, usavano un linguaggio in codice per trattare le cessioni di sostanza stupefacente

I messaggi in codice. Le difficoltà nel portare avanti le indagini derivano dai tentativi di tradurre il linguaggio con cui i malfattori si parlavano tra di loro.

Torre Annunziata, rione popolare "Poverelli", è qui che i militari della Sezione Operativa hanno messo in atto l'operazione che ha portato alla misura cautelare di 18 persone. (ilGiornale.it)

Ne parlano anche altre fonti

È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale SS – 213461 – Registro Imprese di Sassari 02328540683 – CF e Partita IVA 02328540683. I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. (La Nuova Sardegna)

Il ragazzino accetta E quando i ragazzini si rifiutavano, venivano pure pesantemente apostrofati dai genitori. (Gazzetta del Sud)

E una delle mamme arrestate pubblica, fiera, sui social network la foto del figlio con una pistola in mano e una posa da camorrista: «Sei uguale a papà». Tra dicembre 2018 e aprile 2019, le indagini dei carabinieri hanno ricostruito l’intero organigramma di pusher e fornitori. (ilgazzettino.it)

Pusher a 8 anni con pistola a Torre Annunziata/ Mamma pubblica foto 'Tutto tuo padre'

La zia, in casa con la madre e il padre, chiede al nipote di appena 11 anni di consegnare una dose di cocaina. Il piccolo a torso nudo, catena dorata con un grosso medaglione al collo e una pistola a giocattolo nella mano destra. (Il Riformista)

Il fatto in questione è avvenuto il giorno di Santo Stefano del 2018. Emergono particolari di un certo rilievo nelle pagine dell’ordinanza che ha portato all’arresto 18 persone, coinvolte nelle piazze di spaccio del rione “Poverelli” di Torre Annunziata (Lo Strillone)

Se il bambino di 8 anni è l’orgoglio di famiglia, un altro di 11 invece è stato insultato dai genitori perché la sera del 26 dicembre non voleva uscire per consegnare la cocaina. Un “orgoglio” per la mamma del pusher minorenne, che sui social ha pubblicato l’immagine e scritto: “Sei uguale a papà“. (Il Sussidiario.net)

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