Torino, è già effetto Eurovision: alberghi quasi tutti esauriti

Mole24 CULTURA E SPETTACOLO

La produzione ha un costo di 26 milioni di euro, e impegnerà le strutture cittadine per nove settimane

Già nella mattinata di ieri le voci si facevano sempre più insistenti, e nel pomeriggio è arrivato il tanto atteso annuncio ufficiale: sarà Torino a ospitare l’Eurovision Song Contest 2022.

Il trionfo dei Maneskin nella scorsa edizione ha portato la kermesse musicale in Italia, e sin da subito Torino aveva avanzato la propria candidatura. (Mole24)

Su altri media

Torino ha battuto la concorrenza di altre quattro città: Milano, Rimini, Bologna e Pesaro. C’è chi ne ha spesi molti meno, come la Svezia nel 2016, che tirò fuori appena 13 milioni di euro (CorrierePL)

A Torino sono attesi da tutta l'Europa migliaia di appassionati, oltre che per la finale, anche per le semifinali del 10 e 12 maggio Boom di prenotazioni a Torino. (Sky Tg24 )

L’annuncio era attesissimo e da tempo stava circolando una certa insofferenza tra i fans dell’Eurovision Song Contest che volevano iniziare a organizzarsi con grande anticipo. Dopo il trionfo dei Måneskin ad Amsterdam erano invece fioccate le candidature con una cinquina finale rimasta in lizza: Milano, Pesaro, Bologna, Rimini e appunto Torino. (Indiscreto)

Sconfitte, tra le altre città, Milano, Bologna, Rimini e Pesaro Il capoluogo piemontese, tra le 17 città candidate, è stato scelto per ospitare il più grande evento non sportivo al mondo, che torna in Italia dopo 31 anni grazie alla vittoria dei Maneskin. (La Nuova Sardegna)

Annunciata ufficialmente la città italiana che ospiterà Eurovision 2022 che torna finalmente nel Belpaese dopo più di 30 anni. Ancora nessuna certezza sui conduttori: vari i nomi circolati in questi giorni, tra cui Alessandro Cattelan, Milly Carlucci, Mika e Chiara Ferragni (SoloGossip.it)

«Abbiamo vinto, Torino ha vinto! Welcome to Torino, Eurovision Song Contest 2022» è stata la prima reazione della sindaca uscente, Chiara Appendino, che ha sottolineato i «mesi di lavoro, call infinite, centinaia di documenti, pile di normative, ispezioni, sopralluoghi». (Gazzetta di Modena)

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