Saman Abbas: ritardi, omissioni e allarmi ignorati: gli errori che l'hanno condannata

Saman Abbas: ritardi, omissioni e allarmi ignorati: gli errori che l'hanno condannata
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La Repubblica INTERNO

Poteva essere salvata?

Scelte sbagliate, sottovalutazioni, coincidenze, buchi nel sistema di protezione.

Basta ripercorrere le ultime tappe della sua vicenda per capire che qualcosa non ha funzionato

È lunga la catena di circostanze che hanno portato all'omicidio di Saman Abbas, la 18enne pakistana assassinata dai familiari a Novellara (Reggio Emilia) la notte tra il 30 aprile e il primo maggio scorso. (La Repubblica)

La notizia riportata su altri giornali

La freddezza spietata di Hasnain Danish Hasnain, l’uomo di 33 anni accusato dalla Procura di avere ammazzato Saman, in quella terribile notte tra il 30 aprile e il 1° maggio si muove con freddezza, facendo attenzione a non farsi riprendere dalle telecamere. (Corriere della Sera)

ora ci penso io.”. Pubblicità Pubblicità. “Secondo me l’ha uccisa strangolandola, anche perché quando è venuto a casa non aveva nulla in mano“. (la VOCE del TRENTINO)

Il giovane era stato arrestato una settimana fa a Nimes mentre tentava di raggiungere alcuni parenti in Spagna. leggi anche Saman Abbas, la frase dello zio dopo la scomparsa: "Lavoro fatto bene" Continuano inoltre le ricerche dello zio e dell'altro cugino col contributo attivo delle polizie europee, specie quella francese, spagnola, svizzera, inglese e belga. (Sky Tg24 )

Saman Abbas, chi è lo zio Danish Hasnain: il violento che metteva paura al clan dei pachistani

Ormai non c'è alcuna speranza di trovare Saman viva e gli inquirenti sono certi che sia stata uccisa per essersi opposta al matrimonio combinato. Ma non c'è stato tempo (ilGiornale.it)

– E’ stata la madre Nazia a consegnare la figlia Saman allo zio Danish la notte fra il 30 aprile e il 1° maggio. Alle 00.11 Nazia e Shabbar, genitori di Saman, rientrano a casa senza la ragazza. (ReggioSera.it)

Un uomo violento, capace di terrorizzare l’intera famiglia Abbas. E soprattutto determinato a occuparsi della punizione per Saman, «colpevole», ai suoi occhi, di essersi allontanata dai precetti dell’Islam. (Corriere della Sera)

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