La Fed alza i tassi di 75 punti. Aumento anti-inflazione al 3,25%

Corriere della Sera ECONOMIA

Come preannunciato, la Banca centrale statunitense (Fed), intensificando la sua lotta contro l’inflazione cronicamente alta, ha aumentato il suo tasso di interesse di 75 punti base, ovvero ben tre quarti di punto per la terza volta consecutiva, un ritmo aggressivo che sta aumentando il rischio di un’eventuale recessione. L’aumento del tasso di riferimento a breve termine con decisione unanime si attesta in un intervallo compreso tra il 3% e il 3,25%, il livello più alto dall’inizio del 2008. (Corriere della Sera)

Su altre fonti

Generali (BIT: ) Investments, in un commento del Senior Economist di Paolo Zanghieri, sottolinea i rischi per la crescita di una politica monetaria restrittiva a lungo: Powell vuol evitare un impatto troppo duro sul lavoro Oltre al previsto aumento di 75 punti, la Fed si è mostrata determinata a inasprire le condizioni monetarie a un ritmo ancora più rapido e prevede di mantenere i tassi a un livello restrittivo più a lungo. (Investing.com Italia)

Il rischio che la Fed di Jerome Powell esageri nel suo percorso di rialzo dei tassi è alto: parola del Re dei bond Jeffrey Gundlach che ritiene che, alla fine, l’inflazione Usa misurata dall’indice dei prezzi al consumo potrebbe arrivare a essere negativa del 4% o 2%. (Finanzaonline.com)

Wall Street in ribasso, all’indomani dell’ennesimo maxi rialzo dei tassi da parte della Fed di Jerome Powell, pari a +75 punti base per la terza volta consecutiva. Wall Street paga ancora lotta Fed contro inflazione. (Finanza.com)

GS -3,50% Aggiungi/Rimuovi dal Portafoglio Esiste una stretta relazione tra le decisioni della Fed sui tassi d’interesse e i movimenti di Wall Street. (Investing.com Italia)

E per farlo la Federal Open Market Committee (Fomc), - l'organismo della Federal Reserve responsabile della politica monetaria degli Stati Uniti - ha annunciato un aumento dei tassi d’interesse di 75 punti base al 3-3,25%, livello che non veniva raggiunto dal 2008. (Panorama)

Pubblicità L’inflazione sembra non voler mollare la presa, tanto che le banche centrali si trovano costrette ad aumentare i tassi di interesse. A partire dalla statunitense Fed che ha varato un nuovo rialzo dello 0,75%, portando così il costo del denaro al 3,5% circa, il livello più alto mai raggiunto dalla crisi del 2008. (la VOCE del TRENTINO)

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