Strage di Capaci, la commovente lettera della sorella del caposcorta Montinaro

Strage di Capaci, la commovente lettera della sorella del caposcorta Montinaro
LeccePrima LeccePrima (Interno)

Quelle belve che da bambini immaginavamo, poi hanno preso corpo e tu hai dovuto affrontarle davvero un giorno di maggio.

Un testo intriso di parole che ricordano la vita di sorella e fratello vissuta insieme e che raccontano anche come sono stati vissuti questi lunghi anni senza la presenza dell’amabile e valente caposcorta Antonio Montinaro

Se ne è parlato anche su altre testate

Una rinuncia dolorosa perché quei giovani, capaci di trasformare una ricorrenza luttuosa in un giorno di festa, sono il vero miracolo realizzato da Giovanni. E questo 23 maggio lo vogliamo dedicare a loro e al “coraggio di ogni giorno”. (La Stampa)

"I mafiosi, nel progettare l'assassinio dei due magistrati - ha detto ancora Mattarella - non avevano previsto un aspetto decisivo: quel che avrebbe provocato nella società. (QUOTIDIANO.NET)

Abbiamo il dovere di stare uniti per non dimenticare e per testimoniare, anche con gesti simbolici, che stiamo dalla parte dei diritti. Play Replay Play Replay Pausa Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio Indietro di 10 secondi Avanti di 10 secondi Spot Attiva schermo intero Disattiva schermo intero Skip Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi. (PalermoToday)

Il lenzuolo bianco. Alle 17.58, ora della strage di Capaci, avverrà la deposizione della corona di fiori in memoria degli agenti della Polizia di Stato. (Corriere della Sera)

Ricorre, infatti, il 28° anniversario della Strage di Capaci in cui morirono il Giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Rocco Dicillo, Antonino Montinaro e Vito Schifani (Tp24)

Ed è a chi ha lavorato con coraggio per tutti noi che dedichiamo quest'anno le commemorazioni organizzate per il 23 maggio». La sua religione era il dovere» e ha rivelato che il giudice Falcone portava sempre con sé nel portafogli una frase del Presidente Kennedy, che ci ricorda di fare il proprio dovere a ogni costo, perché è questa l'essenza della dignità umana. (Radio Monte Carlo)

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