Statua di Montanelli con una bimba in braccio: l'ultima provocazione

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GUARDA: Statua Montanelli imbrattata, Rete Studenti Milano: "Siamo stati noi". L'“artivista” - come la Meyer si definisce - ha scavalcato le transenne poste a protezione della statua e ha posato la bambola tra le braccia del giornalista, completando la scena con un cartello con la scritta: "Il monumento a Montanelli, così, è completo.

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Qualche settimana fa la statua era stata imbrattata da un collettivo studentesco. Non occorreva colorare la statua, era sufficiente aggiungere sulle ginocchia la bambina eritrea di 12 anni della quale abusò da soldato colonialista". (Tiscali.it)

Elusa la sorveglianza della polizia e scavalcando la fila di reti e transenne, l’artista-attivista, ha posato in braccio alla statua del giornalista il fantoccio di una bambina eritrea e affisso un cartello esplicativo: “Il monumento a Montanelli, così, è completo – è scritto su un foglio attaccato alla base -. (Libertà)

Nella giornata di ieri, infatti, l’attivista ha scavalcato le transenne e ha messo in braccio alla statua del giornalista una bambola che dovrebbe rappresentare una bambina eritrea. Ad ogni modo, come detto, la polizia è prontamente intervenuta, fermando e identificando la ragazza. (Il Primato Nazionale)

Una storia di cui si parla pochissimo in Italia e che la statua di Indro Montanelli ci costringe a ricordare. Il fantoccio della bambina sulle ginocchia della statua di Indro Montanelli è l’ultima mossa compiuta contro questo simbolo così controverso. (Milano Notizie.it)

“Il monumento a Montanelli, così, è completo”, si legge su un foglio affisso alla statua. News | La statua di Montanelli ancora nel mirino: in braccio un fantoccio della sposa bambina | VIDEO Tornano ad accendersi i riflettori sulla statua del giornalista Indro Montanelli nei giardini a Milano, che qualche settimana fa è stata imbrattata con la scritta “razzista stupratore” da un collettivo studentesco. (LE IENE)

«Il monumento a Indro Montanelli, così, è completo – è scritto su un foglio bianco attaccato alla base -. Questa volta è stata l’artista Cristina Donati Meyer a prendere di mira il monumento, integrandolo con una «bambina dodicenne, schiava sessuale, che il giornalista comprò in Eritrea, durante l’occupazione italiana». (Open)

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