Crisi del gas: la situazione in Europa tra rincari, accuse e nuove tasse

Crisi del gas: la situazione in Europa tra rincari, accuse e nuove tasse
Money.it ECONOMIA

Nello scenario generalizzato europeo, spicca anche l’Italia per la crisi energetica e, soprattutto, per l’aumento dei prezzi del gas

Lo stesso trend si sta palesando anche in Italia, dove i rincari delle bollette mettono in allerta cittadini, industriali e Governo.

Le tensioni geopolitiche tra Occidente e Russia sull’Ucraina non aiutano la grave crisi del gas e rischiano di essere strumentalizzate. (Money.it)

Su altri media

Secondo la Iea, invece, la Russia sta usando il gas come arma di pressione politica in diversi modi, in particolare limitando le vendite spot di combustibile e svuotando i suoi stoccaggi europei Mosca ha sempre respinto tutte le accuse di comportamenti scorretti, affermando di aver onorato i suoi contratti di approvvigionamento con i Paesi Ue. (Qualenergia.it)

“Riteniamo - ha detto Birol - che ci siano forti elementi di restrizione nel mercato europeo del gas dovuti al comportamento della Russia”. Un progetto pensato come alternativa alle rotte di transito del gas attraverso l’Ucraina. (EuropaToday)

Dopo aver notato che Gazprom, il monopolista di Stato russo, ha sensibilmente ridotto il flusso di gas ai paesi europei, l’agenzia afferma che ciò è dovuto alle «tensioni» intorno a Kiev. Gazprom vuole tenerci al freddo per conto di zar Vladimir, il quale non vuole che gli europei diano retta a Biden. (Lo Speciale)

Vicepremier russo Novak: 'Russia ha adempiuto a obblighi sulle forniture del gas in Europa nel 2021'

https://it.sputniknews.com/20220115/vicepremier-russo-novak-russia-ha-adempiuto-a-obblighi-sulle-forniture-del-gas-in-europa-nel-2021-14623885.html. Vicepremier russo Novak: "Russia ha adempiuto a obblighi sulle forniture del gas in Europa nel 2021". (Sputnik Italia)

Guerra del gas, così Putin tenta lo scacco matto all'Europa. Ma la partita si estende a Nato e Usa, e il gioco è rischioso anche per lui (La Repubblica)

Per noi italiani la questione potrebbe essere relativamente marginale, visto che già siamo immersi fino al collo nella produzione elettrica da metano (il 40%) e di carbone ne usiamo ormai molto poco. Ovviamente non sto proponendo di tenerci il carbone, ma di sostituirlo direttamente con impianti a rinnovabili programmabili di pari produzione, saltando la “fase di trasizione” del gas naturale. (Qualenergia.it)

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