Norvegia, svelata l'identità del killer con arco e frecce: ecco chi è Espen Andersen Brathen

leggo.it ESTERI

Svelata l'identità del 37enne che ieri sera a Kongsberg, in Norvegia, ha ucciso cinque persone e ne ha ferite altre due scagliando frecce dal suo arco.

La polizia ha reso noto che il killer, convertitosi all'Islam qualche anno fa, si chiama Espen Andersen Brathen.

Lo ha reso noto il servizio di intelligence norvegese (Pst)

Leggi anche > Norvegia, l'attentatore è un 37enne danese convertito all'Islam. (leggo.it)

Su altre fonti

Alcuni media norvegesi riferiscono di un video postato in rete nel 2017 dal killer di Kongsberg, Espen, in cui dichiara, con toni epici e deliranti, di essere musulmano Lo hanno detto i servizi di sicurezza che al momento non hanno alzato il livello di allerta nel Paese. (Il Giornale di Vicenza)

di Marta Serafini. Per il momento niente carcere per il 37enne che ha ucciso cinque persone con arco e frecce. Inoltre, non c’è nulla che suggerisca che ci sia stata una situazione che abbia scatenato l’attacco nel negozio», ha aggiunto. (Corriere della Sera)

E ciò che emerge dalle prime indagini è che si tratti di un atto di terrorismo, con l’uomo si era recentemente convertito all’Islam. Il primo ministro norvegese incaricato, Jonas Gahr Stre, ha definito l’attacco “un atto crudele e brutale”. (Il Fatto Quotidiano)

È stato solo detto che l’uomo ha agito da solo e che non ha avuto complici. Sui social però molti mettono in guardia sulla reale identità dell’uomo indicato con quel nome perché potrebbe trattarsi di una fake news: solo quando la polizia diffonderà ufficialmente il nome si potrà sapere di più. (Ck12 Giornale)

Qui il suo volto in un video L’uomo, ora accusato di omicidio, aveva annunciato in inglese in un video postato su Facebook la sua conversione all’Islam. (Corriere TV)

Imbracciano pistole e fucili soltanto se servono, cioè quando devono catturare criminali armati, come l’altra sera. Sarà così almeno evitato lo spettacolo dei giornalisti assiepati davanti alle case delle vittime per chiedere ai parenti se hanno perdonato l’assassino. (L'HuffPost)

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