Cori sessisti a un'operatrice dello stadio durante Samp-Inter. Polemiche

Cori sessisti a un'operatrice dello stadio durante Samp-Inter. Polemiche
GenovaQuotidiana SPORT

Tra le prime a denunciare l’episodio è stata l’avvocata Cathy La Torre che sui social posta un video in cui si assiste alla scena. La condanna di Selena Candia della lista Sansa in Regione: ««Le donne, anche mentre lavorano, vengono sessualizzate» «I cori sessisti rivolti a un’operatrice dello stadio Luigi Ferraris durante la partita di […]

(GenovaQuotidiana)

Ne parlano anche altre fonti

Un esempio della spocchia disperata dei tifosi interisti ai danni di una inerme giardiniera dello stadio Marassi di Genova. Liquidare l’episodio con delle spallucce, cercando di minimizzare, è grave quanto intonare quegli inni di fronte alla giovane sola (Notizie.it )

Un episodio vergognoso, specie in un momento storico in cui mai così attuale è stata la lotta contro il razzismo e la discriminazione. LA POSIZIONE DI ANDREA SCANZI. L’accaduto ha suscitato diverse polemiche nell’opinione pubblica e, a tal proposito, è intervenuto Andrea Scanzi. (La Cronaca di Roma)

Un momento di goliardia compreso dalla ragazza che ha risposto salutando con la mano e con un sorriso. A quel punto i tifosi le hanno tributato un applauso alzando anche i decibel. (StrettoWeb)

Il coro sessista dei tifosi a Genova e la strada (lunga) verso una società davvero equa

In questi giorni sta girando su internet un video girato nel settore ospiti del Luigi Ferraris di Genova. “Non tutti gli uomini”, “non tutti i tifosi in trasferta” e “non tutti gli interisti” (Il Fatto Quotidiano)

“Eppure c’è chi continua a banalizzare il catcalling. “I cori sessisti rivolti a un'operatrice dello stadio Luigi Ferraris durante la partita di serie A Sampdoria-Inter sono da condannare in tutti in modi. (LaVoceDiGenova.it)

Non si tratta di pagine ufficiali legate alla squadra, ma di luoghi di ritrovo virtuali della comunità dei tifosi interisti. E così il coro è stato ripreso da centinaia di utenti su Twitter, Facebook e Instagram, oltre che da alcune testate online. (Corriere della Sera)

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