Scoperta una Luna dove non dovrebbe esserci, ed è più grande della Terra

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Alcuni astronomi addirittura contestano questi dati, dicendo che non è la rilevazione di un satellite ma solo un calo di segnale.

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Quindi, secondo logica, la nostra galassia dovrebbe pullulare di questi corpi celesti, eppure ne abbiamo visti pochissimi se non zero. (esquire.com)

Ne parlano anche altri media

Anche questa di enormi dimensioni, anche questa attorno a un gigante gassoso grande più o meno quanto Giove. Rispetto alla precedente esoluna scoperta dal team di Kipping – un corpo dalle dimensioni simili a quelle di Nettuno attorno a un esopianeta, Kepler 1625b, grande quanto Giove – la nuova candidata è un poco più piccola – circa un terzo. (Media Inaf)

Non mancano comunque gli scettici, come ad esempio l’astronomo Eric Agol dell’Università di Washington, che invece ha storto il naso: «Potrebbe essere solo una fluttuazione dei dati, dovuta alla stella o al rumore strumentale». (Computer Magazine)

In questo caso, le due lune potrebbero essere state dei pianeti veri e propri all’inizio della loro esistenza: successivamente sarebbero state attratte dai due giganteschi esomondi, Kepler 1625b e 1708b. (Global Science)

Astronomia: un’indagine sulle esolune di 70 esopianeti giganti freddi e il nuovo candidato Kepler-1708 b-i

Le analisi effettuate grazie al telescopio Kepler. Si trova a 6.000 anni luce dalla Terra ed è prevalentemente in uno stato gassoso, grande quanto Nettuno e che orbita ad un pianeta dalle dimensioni simili a quelle di Giove. (Tech Meteoweek.com)

Anni di ricerche e una luce fievole ma ricca di aspettative ed ecco l’esoluna palesarsi. Gli astronomi che l’hanno scoperta, esperti della Columbia University di New York capitanati da David Kipping, l’hanno chiamata così, Kepler 1708b-i perché vicina a Kepler 1708b, esopianeta al di fuori del nostro sistema solare e la raccontano sulle pagine della prestigiosa pubblicazione Nature Astronomy. (Tiburno.tv)

Il segnale della candidata esoluna, Kepler-1708 b-i, è un effetto persistente in diversi metodi strumentali di detrend, con una probabilità di falsi positivi dell’1%. Sebbene la realtà di Kepler-1625 b-i rimanga poco chiara, l’esistenza di questo secondo candidato ci sfida a considerare le origini di tali grandi lune”, scrivono i ricercatori (MeteoWeb)

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