Napoli, immigrati clandestini in Francia e in Belgio: documenti falsi inviati dall'Italia. L' indagine partita dopo l'attentato al Bataclan

Napoli, immigrati clandestini in Francia e in Belgio: documenti falsi inviati dall'Italia. L' indagine partita dopo l'attentato al Bataclan
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Il Messaggero INTERNO

Contestualmente alle misure cautelari, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo dell’internet point, gestito dal principale indagato quale base operativa del sodalizio.

L'EMERGENZA IMMIGRAZIONE «Migranti picchiati in mare dalla guardia costiera. LIBIA Migranti, il Pattugliatore Comandante Foscari salva 49 naufraghi nel.

Un giro di soldi e permessi scoperto dopo le complesse indagini sul terrorismo avviate a Parigi, dopo l'attentato al Bataclan. (Il Messaggero)

Se ne è parlato anche su altri giornali

E per questo si sono avvalsi della complicità di Pasquale Averaimo, di 66 anni, dipendente di una Municipalità del Comune di Napoli, finito agli arresti domiciliari. AVERAIMO Pasquale, nato a Napoli il 28.3.1956,. (Cronache della Campania)

3 soggetti italiani dediti alla creazione di documentazione lavorativa falsa) (NapoliToday)

La documentazione falsa per i permessi di soggiorno, stampata a Napoli, veniva anche fatta pervenire a persone residenti in quei Paesi A capo dell'organizzazione c'erano il pakistano Iqbal Naveed (proprietario anche dell'internet point sequestrato), per il quale è stato disposto il carcere, e il marocchino Lahoussine Chajaoune, per il quale il gip ha disposto i domiciliari. (leggo.it)

Documenti falsi a migranti, blitz a Napoli: arrestato anche un dipendente comunale

Le indagini hanno consentito di individuare in un internet point di Napoli la base logistica dell’organizzazione Una persona è stata portata in carcere, due ai domiciliari e per altre 11 è scattato l’obbligo di dimora. (LaPresse)

3 soggetti italiani dediti alla creazione di documentazione lavorativa falsa) 11 misure cautelari dell’obbligo di dimora (tra cui nr. (Teleclubitalia.it)

A capo dell’organizzazione c’erano il pakistano Iqbal Naveed (proprietario anche dell’internet point sequestrato), per il quale è stato disposto il carcere, e il marocchino Lahoussine Chajaoune, per il quale il gip ha disposto i domiciliari. (Corriere del Mezzogiorno)

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