Ikea spiava i suoi dipendenti in Francia, multa da 1 milione di euro

Investire Oggi ESTERI

Ikea France, processo insieme ad altri 15 imputati. Oltre a Ikea France, il processo ha visto tra gli imputati anche ex dirigenti del colosso svedese, agenti di polizia e manager di un’azienda si investigazioni private.

L’uomo ha ammesso lo stanziamento di una cifra compresa tra i 500 e 600 mila euro all’anno per le indagini illecite, rispondendo agli ordini dell’amministratore delegato di allora Jean Louis Baillot. (Investire Oggi)

Ne parlano anche altre testate

"Un milione di euro non è molto per Ikea, ma è un simbolo", ha dichiarato l'avvocato Debarre, riferendosi alla multa comminata al gigante svedese dell'arredamento. (Euronews Italiano)

Lo scandalo aveva gravemente scosso Ikea France, costretta infine a licenziare quattro dei suoi leader finiti poi a processo insieme ad altri responsabili dell’azienda. Ikea è stata condannata a pagare un milione di euro di multa per aver sistematicamente spiato i propri dipendenti non solo al lavoro anche nella vita privata. (Fanpage.it)

Ikea, che impiega circa 10 mila persone in Francia, ha chiesto scusa e ha assicurato di aver varato un "grande piano di azione" per impedire il ripetersi di simili episodi. n tribunale francese ha ordinato a Ikea di pagare una multa da un milione di euro per aver raccolto e archiviato per anni in modo illegale i dati personali dei suoi dipendenti locali e di alcuni clienti. (AGI - Agenzia Italia)

Un altro ex amministratore delegato di Ikea France è stato assolto per mancanza di prove. Paris è stato multato di 10mila euro e condannato a 18 mesi con sospensione della pena. (ilGiornale.it)

La procura aveva chiesto una multa da due milioni di euro. Per la vicenda la multinazionale dell’arredamento è stata condannata a pagare oltre un milione di euro di multe. (QuiFinanza)

I sindacati hanno accusato Ikea France di raccogliere dati personali con mezzi fraudolenti, in particolare tramite file di polizia ottenuti illegalmente, e di divulgare illecitamente informazioni personali. (La Stampa)

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr