Covid: Ilaria Capua parla delle origini del Covid in Cina

Covid: Ilaria Capua parla delle origini del Covid in Cina
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Fin da quando il Covid ha iniziato a diffondersi oltre un anno fa, Ilaria Capua non ha mai nascosto la sua tesi.

La virologa Ilaria Capua ha parlato di questo nel corso di un’importante intervista rilasciata in esclusiva al Corriere della Sera.

«In futuro vogliamo investire sul potenziamento dei virus o dei vaccini?», si chiede Ilaria Capua alla luce di quanto appena affermato

Ilaria Capua, nota virologa che da tempo lavora negli USA, ha nuovamente parlato delle origini del Covid facendo riferimento alle indagini che l’OMS sta attualmente facendo in Cina (Ultim'ora News)

La notizia riportata su altri media

Nel frattempo la ricerca va avanti anche su altre forme di inoculazione dei vaccini, da quelli edibili ai chip intelligenti. "Questo dibattito plasmerà il futuro delle nostre società e proprio per questo motivo al tavolo ci devono stare tutti", ha scritto ieri Ilaria Capua sul Corriere (ilGiornale.it)

intervistata dal Corriere della Sera. Le parole della virologa al Corriere della Sera. Ilaria Capua intervistata dal Corriere della Sera. (BlogSicilia.it)

“Ci vuole una strategia che si basi sull’abbandono (finalmente) della catena del freddo per conservare, distribuire e somministrare i vaccini. Vaccini: cosa c’è allo studio? (Filodiritto)

DiMartedì, Ilaria Capua: "Impennata in direzione opposta". La profezia sulla curva dei contagi: Italia col fiato sospeso

E la domanda che si pone spontanea è: vogliamo trovarci fra un decennio con migliaia di laboratori che sviluppano potenziali virus rafforzati? Mi riferisco alla verità implicita racchiusa nella missione dell’OMS a Wuhan per investigare sull’origine del Sars-Cov-2. (Silenzi e Falsità)

In merito all’origine del virus, Ilaria Capua non riporta alcuna novità nel suo articolo al Corriere Ecco il video dell’intervento al Senato:. L’articolo su Il Corriere a firma Ilaria Capua risale al 5 aprile 2021, ecco la parte riportata nel post di Salvini:. (Open)

"Il fatto che tutti i vaccini non sono stabili a temperatura ambiente ci fa comprendere che una fetta del mondo sarà esclusa o comunque sarà tutto molto più difficile". "Avere dei vaccini che non necessitano di essere stoccati e trasportati a temperature bassissime", conclude la virologa, "sarebbe una vera rivoluzione". (Liberoquotidiano.it)

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