Piero Badaloni: “Con la diretta di Vermicino 40 anni fa è nata la tv che spettacolarizza il dolore”

Piero Badaloni: “Con la diretta di Vermicino 40 anni fa è nata la tv che spettacolarizza il dolore”
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Fanpage.it INTERNO

L'attrezzatura tecnologica non così sofisticata come è oggi, la telecamere sollecitata per ore, ore e ore si surriscaldò e c'era la preoccupazione che saltasse tutto, e per raffreddarla si usò di tutto, anche dei ventagli".

– riflette oggi Badaloni – Ci rendemmo conto progressivamente che quel fatto di cronaca locale stava diventando un evento, un evento anche televisivo e che avrebbe fatto la storia della televisione. (Fanpage.it)

La notizia riportata su altri media

Ma il destino, per quel bambino, ha in serbo altro. Il suo nome, Alfredo Rampi, è quello di una tragedia che da quarant'anni appartiene alla nostra memoria (la Repubblica)

Parlano la mamma di Alfredino e lo psicologo Daniele Biondo. Inutili i soccorsi, trasmessi in diretta tv, Alfredino dopo tre giorni dentro al pozzo perse la vita. (Ck12 Giornale)

Le tante analisi massmediologiche su Vermicino sono senza senso: con tutte le critiche che si possono muovere alla televisione di oggi, dal 1981 non abbiamo mai visto niente di peggio Chissà cosa pensa la famiglia Rampi dell’imminente fiction Sky su Alfredino, il 21 e il 28 giugno… E quindi? (Indiscreto)

Alfredino 40 anni dopo: gli dobbiamo ancora molto

Ma anche perché dopo quel giorno ha dedicato la sua vita al soccorso e alla prevenzione Sono passati 40 anni da quando Alfredo Rampi, ‘Alfredino', il 10 giugno del 1981è caduto in un pozzo artesiano in via Sant'Ireneo. (Fanpage.it)

Alfredino Rampi, la storia: 40 anni fa la tragedia di Vermicino Nel 1981 la diretta: la voce del piccolo, il volto della mamma Franca. Le ricadute politiche della morte di Alfredino Rampi. Sul posto arrivò anche l’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, che parlò al piccolo tramite un megafono (Virgilio Notizie)

La tragica fine di Alfredo Rampi, da tutti adottato in una interminabile sequenza di angoscia come Alfredino, ripropone intatti, dopo quarant’anni, i nodi, gli errori, le manchevolezze di un’azione segnata dal dolore e dalla speranza. (ilmessaggero.it)

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