Storie di scrutini ai tempi del Covid

Storie di scrutini ai tempi del Covid
Approfondimenti:
La Tecnica della Scuola INTERNO

Per non parlare del “liberi tutti” annunciato a marzo dello scorso anno scolastico dall’allora ministro L. Azzolina!

“Professoressa, crede lei che un ragazzo che non ha studiato per un anno e mezzo si metterà a studiare adesso?

Se anche andasse a settembre, sarebbe la stessa cosa e mica si boccia un alunno con una sola prova negativa!”.

Giugno 2021, tempo di scrutini.

Una collega mi ringrazia, dice che ho evitato al consiglio di classe una situazione imbarazzante

(La Tecnica della Scuola)

Su altre testate

La rabbia seguita dalla tristezza e la paura seguita dalla tristezza, le emozioni più ricorrenti emerse negli oltre 310 questionari somministrati agli alunni. L’indagine vera e propria si è poi esplicata attraverso questionari che hanno indagato l’aspetto emotivo degli alunni, distinguendo le sette emozioni di base (rabbia, paura, gioia, tristezza, disgusto/disprezzo, vergogna); l’aspetto emotivo legato all’area scolastica; l’aspetto emotivo legato all’area sociale; l’aspetto emotivo legato all’area familiare. (Quotidiano del Sud)

Nuovo anno scolastico, si rimarrà “connessi” con la Dad. Ma indiziata speciale sarà anche la didattica a distanza. Riapertura scuole settembre, Bianchi: “Lavoriamo per ritorno in classe in piena sicurezza, ma servono anche trasporti adeguati” Di. (Orizzonte Scuola)

Studente durante una protesta contro la dad (Foto Parisotto). Fino all’anno scorso se ne contavano al massimo dieci, venti, forse trenta, sull’ampia platea costituita da decine di migliaia di studenti delle scuole veronesi. (Corriere della Sera)

Finalmente la scuola è finita. Tiriamo le somme

Qual è lo stato di salute della scuola italiana? La mascherina ci ha coperto il sorriso ma la webcam ci ha tolto la possibilità di guardarci negli occhi e non c’è Scuola senza quello sguardo. (Tecnica della Scuola)

Da qualche anno se chiedete ad Alessandro Baricco - 63 anni, scrittore - di cosa dovremmo occuparci prima di tutto per far ripartire l’Italia, dà sempre la stessa risposta: “La scuola”. “La scuola”. (la Repubblica)

Finalmente la scuola è finita. Certo la scuola in questo dovrà porsi un compito missionario, difficile ma in linea con quella che dovrebbe essere la mission della pubblica istruzione. (Gente e Territorio)

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