Missione di Draghi in Libia, apertura del nuovo premier di Tripoli

Missione di Draghi in Libia, apertura del nuovo premier di Tripoli
TG La7 INTERNO

L'esito si vedrà su sicurezza e migranti

politica. Il premier italiano ha incontrato Abdul Hamid Dbeibah, il primo ministro ad interim del governo di transizione nato pochi mesi fa grazie all'intervento dell'Onu.

(TG La7)

Su altri giornali

"In Libia i migranti vivono in condizioni inumane e atroci, come confermato da tutte le organizzazioni internazionali "Sull'immigrazione c'è soddisfazione per quel che la Libia fa nei salvataggi e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia. (Adnkronos)

Ma qualcuno, a sinistra e non solo, che non vuole continuare a ignorare l’orrore dei centri di detenzione c’è. “Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un’antica amicizia”, ha ribattuto Draghi. (LA NOTIZIA)

Abbiamo molto interesse nella collaborazione tra i due paesi, l'Italia è uno dei pochi paesi che ha mantenuto rapporti, tenendo aperte le ambasciate. Draghi: "Obiettivo è aumentare interscambio. (Rai News)

Mario Draghi incontra il nuovo premier libico a Tripoli: “Momento unico per ricostruire antica amicizia

Che la sinistra avesse una posizione pro accoglienza era ormai chiaro a tutti, ma che arrivasse addirittura a strigliare il premier in pochi se lo aspettavano. Grave che Draghi abbia ignorato le violenze e le torture, subite dai migranti nei campi di detenzione, denunciate dall'Onu» (ilGiornale.it)

Sono alcuni dei temi toccati dal presidente del consiglio, Mario Draghi, nel colloquio avuto oggi a Tripoli con il primo ministri libico, Abdelhamid Dabaiba. Lo ha dichiarato il primo ministro libico, Abdul Hamid Mohamed Dbeibah, in conferenza stampa congiunta a Tripoli con il presidente del Consiglio, Mario Draghi. (AGI - Agenzia Italia)

Punta a questo la nuova era dei rapporti italo-libici inaugurata dalla visita del presidente del Consiglio, Mario Draghi, a Tripoli, nel suo primo viaggio internazionale come capo del governo. La volontà di sfruttare il momento storico che appare favorevole a una pacificazione anche sul terreno viene più volte rimarcata da i due premier. (Il Fatto Quotidiano)

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