Giapponesi contro le Olimpiadi, Toyota ritira gli spot per Tokyo 2020

Giapponesi contro le Olimpiadi, Toyota ritira gli spot per Tokyo 2020
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Calcio e Finanza SPORT

L’opinione pubblica del Paese è fortemente preoccupata dai potenziali effetti sanitari che potrebbero scaturire da Tokyo 2020, nonostante l’assenza dei tifosi stranieri e la disputa dei giochi a porte chiuse.

L’ostilità dei giapponesi è così accesa che alcuni grandi marchi stanno già correndo ai ripari.

Con una campagna vaccinale che non decolla e contagi sempre in crescita, le Olimpiadi di Tokyo 2020 arrivano in Giappone nel momento peggiore in assoluto

Come rivelato da The Hollywood Reporter, Toyota, uno dei principali sponsor di Tokyo 2020, ha deciso di ritirare i suoi spot televisivi legati ai Giochi, per non legare ulteriormente il proprio a un evento così impopolare, danneggiando la propria immagine nel Paese nipponico. (Calcio e Finanza)

Se ne è parlato anche su altri giornali

La Toyota - uno dei principali sponsor delle Olimpiadi di Tokyo 2020 - non intende trasmettere più i video pubblicitari in Giappone, e il suo presidente, Akio Toyoda, non parteciperà alla cerimonia di apertura dei Giochi, in programma questo venerdì. (Ticinonews.ch)

Inoltre il presidente Akio Toyoda non parteciperà più alla cerimonia di apertura dei Giochi che si effettuerà venerdì 23 luglio 2021. Il marchio Toyota, infatti, ha confermato che non intende più trasmettere i video pubblicitari in Giappone realizzati appositamente per l’edizione 2020 dei Giochi Olimpici, che si svolgeranno a Tokyo (FormulaPassion.it)

L’auto donatrice è una Ferrari 458 Italia, l’ultima Ferrari con motore aspirato, che va da 0 a 100 in poco meno di 3,4 secondi, ed una velocità massima di 325km/h. Per la Toyota GT86 bisogna sborsare ben 39.000 euro e per il fantastico motore Ferrari oltre 58.000 euro, che sommati ad altri 15.000 euro di componenti per finalizzare il progetto portano la spesa totale oltre i 110.000 euro. (QuattroMania)

Sponsor in fuga dalle Olimpiadi, la Toyota ritira lo spot per le proteste in Giappone sui rischi di contagio: «L’evento è negativo»

Un possibile autogol in termini di immagine ora che la manifestazione sportiva è diventata profondamente impopolare in Giappone a causa dei rischi pandemici In totale si parla di circa 3 miliardi in sponsorizzazioni investiti da circa 60 aziende nipponiche e non. (Corriere della Sera)

Parliamo di una joint venture in cui la casa automobilistica nipponica detiene il 51% delle quote mentre Panasonic il 49%. Lo stesso Bloomberg riporta infatti che circa il 60% dei costi delle batterie agli ioni di litio è imputabile alle materie prime di cui la metà a litio e cobalto. (Tom's Hardware Italia)

Dopo che ieri sono stati confermati i primi casi di positività all’interno del villaggio olimpico, e mentre crescono le proteste e il malcontento della popolazione giapponese per lo svolgimento dell’evento, oggi la Toyota ha annunciato che non intende trasmettere video pubblicitari in Giappone durante i Giochi. (Open)

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