Coronavirus, Gimbe: migliorano i dati in Calabria su positivi e vaccini

Coronavirus, Gimbe: migliorano i dati in Calabria su positivi e vaccini
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Quotidiano del Sud SALUTE

La media giornaliera di persone testate per 100 mila abitanti (12 maggio-8 giugno) è pari a 167 (Media Italia 150).

In materia di vaccinazioni la percentuale di popolazione con ciclo completo è pari al 22,2% a cui aggiungere un ulteriore 21% solo con prima dose.

I calabresi appartenenti alla fasci 70-79 anni con ciclo completo è pari al 43,5% a cui aggiungere un ulteriore 35,1% solo con prima dose. (Quotidiano del Sud)

Se ne è parlato anche su altre testate

Nella settimana dal 2 all’8 giugno i nuovi casi di Sars-Cov-2 sono scesi del 31,8% (da 22.412 a 15.288). L’uso sui giovani è ormai anacronistico». Fondazione Gimbe si è poi espressa sulla delicata questione del vaccino AstraZeneca per i giovani (Open)

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, lo ripete da settimane nel monitoraggio indipendente sull’epidemia di coronavirus in Italia. Nelle ultime 4 settimane il numero di persone testate settimanalmente si è ridotto del 28%, scendendo da 2.614.808 a 1.875.575. (Corriere della Sera)

"Se da un lato non bisogna rallentare il ritmo della campagna vaccinale – conclude Cartabellotta – è indispensabile massimizzarne i benefici e minimizzarne i rischi, evitando al contempo di compromettere definitivamente la fiducia per i vaccini a vettore virale (AstraZeneca e Johnson&Johnson). (Telenord)

Fondazione Gimbe: "Sotto i 50 anni, i rischi dei vaccini a vettore virale superano i benefici"

I calabresi appartenenti alla fasci 70-79 anni con ciclo completo è pari al 43,5% a cui aggiungere un ulteriore 35,1% solo con prima dose. Pertanto, conclude, “se da un lato non bisogna rallentare il ritmo della campagna è indispensabile massimizzarne i benefici e minimizzarne i rischi, evitando di compromettere definitivamente la fiducia per i vaccini a vettore virale, AstraZeneca e Johnson&Johnson” (Quotidiano online)

La mia opinione è che, soprattutto ora che l’incidenza del virus è molto bassa, non dobbiamo correre rischi a fare vaccini a vettore virale ai più giovani. Direi assolutamente no sotto i 40 anni ma probabilmente anche sotto i 50”. (LaPresse)

E in ogni caso e' "indispensabile migliorare l'informazione sul profilo rischi/benefici con un consenso informato piu' dettagliato per gli under 50 che volessero comunque immunizzarsi con vaccino a vettore virale, i cui eventi avversi restano comunque molto rari" (Today.it)

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