Visco: no alla banca pubblica. Moratorie sui crediti, le perdite non vanno nascoste

Visco: no alla banca pubblica. Moratorie sui crediti, le perdite non vanno nascoste
Corriere della Sera Corriere della Sera (Economia)

Diversa è la natura, forse più complessa l’attività, di una banca pubblica di sviluppo; l’utilità di muovere in questa direzione e le modalità su come farlo andrebbero valutate con attenzione».

Le nuove norme europee sui crediti deteriorati Il tema caldo è quello dei crediti deteriorati: come trattare nei bilanci delle banche le prossime perdite, in particolare quelle derivanti dalle moratorie sui prestiti, oggi superiori a 300 miliardi di euro. (Corriere della Sera)

Ne parlano anche altre fonti

Un’occasione ghiotta per lanciare precisi messaggi al governo, che proprio oggi ha alzato il velo sul piano di riforme su cui veicolare le risorse del Recovery Fund. Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco è intervenuto questa mattina in occasione del comitato esecutivo dell’Abi, l’associazione delle banche, il primo dopo la pausa estiva. (Industria Italiana)

Gestione Stato spesso inefficiente. “Diversa – ha aggiunto Visco – è la natura, forse più complessa l’attività, di una banca pubblica di sviluppo. (askanews)

Visco ammette che «il rafforzamento della congiuntura nel trimestre in corso potrebbe essere lievemente migliore di quanto delineato in luglio nello scenario di base delle nostre previsioni». (Il Gazzettino)

Visco “Più che una banca pubblica serve una PA efficiente”

Forti dubbi sull’idea di dar vita a una banca pubblica. Il governatore ha poi espresso i suoi dubbi circa l’idea – che piace in particolare alla componente cinquestelle del governo – di dar vita a una banca pubblica. (L'agone)

Le norme Ue (calendar provising) impongono la svalutazione al 100% dei crediti in tre anni, se non garantiti, e in 7-9 anni se garantiti da collaterali o da immobili. (ilGiornale.it)

Lo ha detto Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, intervenendo al comitato esecutivo dell’Abi. (ITALPRESS) – “Più che del supporto di una grande banca pubblica l’economia italiana beneficerebbe innanzitutto di una pubblica amministrazione efficiente, di infrastrutture adeguate, di investimenti in innovazione e conoscenza”. (Calabria News)

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