Tre anni e mezzo di carcere per l'ex nazionale italiano, compresa la Juventus

Tre anni e mezzo di carcere per l'ex nazionale italiano, compresa la Juventus
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laredazione.eu INTERNO

All’inizio degli anni 2010 c’erano i fatti quando Mikoli giocava a Palermo.

Fabrizio Miccoli, ex internazionale italiano, è stato condannato da un giudice italiano per estorcere denaro a un’organizzazione mafiosa.

L’ex nazionale italiano Fabrizio Micoli, ex attaccante del Palermo che ha giocato per la Juventus, è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere per estorsioni di denaro a un’organizzazione mafiosa, si apprende mercoledì da una fonte giudiziaria. (laredazione.eu)

Se ne è parlato anche su altri giornali

L'ex calciatore di Casarano, Ternana, Perugia, Juventus, Fiorentina, Benfica, Palermo, Lecce e Birkirkara, L'ex calciatore dovrà scontare 3 anni e 6 mesi di carcere. (Eurosport.it)

La sentenza della Cassazione arrivata ieri ha fatto scattare il meccanismo che, nel giro di poche ore, avrebbe comunque portato all’arresto dell’ex attaccante che militò anche in Fiorentina, Juventus e Lecce. (Sky Tg24)

3 anni e 6 mesi per l'accusa infamante di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il motivo per cui Miccoli è stato condannato a 3 anni e 6 mesi. L'ex stella del Palermo paga a caro prezzo un episodio avvenuto molti anni fa (Fanpage)

Miccoli condanna definitiva a 3 anni e mezzo per estorsione: può andare in carcere

Miccoli a Palermo è stato isolato dai tifosi, dall’ex squadra e dalla società. Parole che anche molti tifosi che lo avevano idolatrato non gli hanno perdonato, pronunciate durante un incontro con Mauro Lauricella, figlio del boss della Kalsa Antonio detto Scintillone. (L'HuffPost)

L’ex attaccante di Palermo, Juventus e Fiorentina Fabrizio Miccoli dovrà andare in carcere. Nella giornata di oggi, come riferisce Gazzetta. (Tutto Juve)

All’origine il tentativo di recuperare 12mila euro di dieci anni fa. Fabrizio Miccoli, ex capitano del Palermo con un passato anche nella Juventus (2003-04), dovrà andare in carcere. Parole becere che scatenarono un’ondata di indignazione e per le quali l’ex capitano rosanero si scusò pubblicamente (Corriere della Sera)

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